Sidigas Avellino: la gara perfetta

Sidigas Avellino: la gara perfetta

La capolista Olimpia Milano ha perso la sua imbattibilità sul campo della Sidigas Avellino

di Federico Contrada, @federicocontra6

Colpo grosso della Sidigas Avellino, che ha infilato la sua terza vittoria consecutiva in campionato contro l’Olimpia Milano, dominatrice incontrastata della Regular Season di questo campionato. Il finale di 85-81 fotografa alla perfezione l’andazzo generale della gara, che è stata sempre combattuta, agonisticamente tirata e vissuta punto-a-punto fin dalle battute iniziali. Comunque sia, gli irpini sono quasi sempre stati in vantaggio, eccezion fatta per il -2 dei primissimi minuti(11-13) e per una piccola parte del terzo quarto, quando l’Armani Jeans Milano ha provato ad accelerare portandosi sul suo massimo vantaggio (50-54 al minuto 24). Il parziale di 9-0 piazzato dai meneghini verso la fine del secondo quarto stava indirizzando l’inerzia della gara verso di loro, ma Avellino è stata brava a non scomporsi ed è riuscita, proprio dopo il massimo vantaggio milanese, a ribaltarla con un 10-0 che le ha consentito di ritornare definitivamente avanti nel punteggio. Ciò nonostante, Milano ha, da grande squadra quale è, messo pressione ad Avellino fino all’ultimo, dato che a 17 secondi dal termine era soltanto a -2: sul possesso irpino fallo sistematico, ma preciso è stato Filloy che ha realizzato entrambi i liberi. Sul successivo attacco milanese la grande difesa di Young e compagni ha fatto sì che James perdesse palla, decretando così di fatto la prima sconfitta in campionato della sua squadra, dopo ben dodici vittorie consecutive.

Proprio la difesa è stata la chiave della vittoria della Sidigas: per larghi tratti del match essa è stata schierata a zona, con l’intento di non consentire ai giocatori avversari di prendere vantaggio dall’ uno-contro-uno. Mossa azzeccata quella di coach Vucinic, data la superiore qualità individuale dei cestisti dell’Olimpia, che difatti sono andati più volte in confusione nell’attaccare. Mike James non ha inciso come suo solito, avendo realizzato sì 14 punti ma dei quali ben 8 dalla lunetta;più che le 5 palle perse è impietoso, per uno come lui, lo 0/9 al tiro da tre: il sintomo della serata storta dell’ex Panathinaikos. Vlado Micov è entrato a secondo quarto in corso per non uscire più dal campo: ha inciso soprattutto nel terzo quarto, trascinando i suoi fino al +4; la successiva rimonta dei biancoverdi ha però travolto anche lui, dato che di lì in poi non ha più trovato la via del canestro, rimanendo fermo a quota 12 punti realizzati. Per mettere in difficoltà Avellino, il coach dell’Armani Simone Pianigiani è dovuto ricorrere sia alla fisicità del centro Goudaitis (top scorer dei suoi con 17 punti) sia ad un giocatore tatticamente atipico come Kuzminskas, che difatti riusciva a districarsi bene nella zona biancoverde grazie alla sua versatilità: 13 punti in 21 minuti per l’ex NBA, una valutazione di 14 sintomo di una gara con poche sbavature.

L’MvP del match è stato senza dubbio Kiefer Sykes: il play Sidigas è stato praticamente immarcabile per i suoi avversari, riuscendo sistematicamente a far saltare i loro piani difensivi . Trentuno punti realizzati con 4 rimbalzi e 7 assist, una valutazione Lega monstre di 37: è evidente ed innegabile che dalla partenza di Cole questo atleta ha tratto enorme giovamento, fino ad arrivare ad esprimersi su questi livelli. Ora le chiavi della squadra sono nelle sue mani; il talento non manca, può essere uno dei protagonisti di questo campionato. In cabina di regia, comunque, è stato, come spesso accade, preziosissimo l’apporto di Ariel Filloy: 15 punti e 4 assist in 32 minuti, la sua proverbiale sapienza tattica al servizio della squadra unita ai lampi di classe ai quali ha abituato gli appassionati di basket; il play della Nazionale italiana si sta confermando un pilastro della nuova Sidigas  “post-Norris Cole”.

Pilastri della Sidigas sono anche Caleb Green e Demetris Nichols, che oggi hanno fornito prestazioni positive ma non esaltanti. Sicuramente per entrambi ci sono stati alti e bassi nel corso della gara, con Green che tuttavia è riuscito a trovare la via del canestro con più continuità (18 punti per lui contro i soli 9 dell’altro) e soprattutto lo ha fatto nei momenti finali e decisivi della gara: ben sette punti segnati nell’ultimo quarto, tra i quali la tripla del 77-73 al minuto 37 e la schiacciata da apoteosi (tra l’altro su assist proprio di Nichols) a meno di un minuto dalla fine che ha fatto esplodere il Paladelmauro.

La Sidigas Avellino vista contro Milano è stata una gran bella squadra: coesa, compatta, ferrea in difesa ed efficace, seppur non troppo spettacolare, in attacco. E’ stata la vittoria della concretezza, e tutti i cestisti in canotta biancoverde hanno dato il loro apporto. Finalmente, dunque, anche gli italiani della panchina hanno fornito una prova all’altezza del palcoscenico della serie A: Campani ha realizzato 4 punti in otto minuti, Spizzichini in sette minuti 2 punti con un assist (pregevole,ad aprire il campo, per una tripla di Filloy), mentre D’Ercole e Campogrande negli 8 minuti che hanno giocato non sono riusciti a segnare. Tutti e quattro, tuttavia, hanno dato un enorme contributo in difesa, e ciò è testimoniato dalle statistiche sul plus/minus, che difatti recitano: +14 Campani, +10 Campogrande, +7 D’Ercole, +2 Spizzichini.

Le gerarchie interne al roster allenato da Vucinic, insomma, sembrano in fase di definizione: ogni giocatore sa quello che deve fare e di questo ovviamente ne beneficia il gioco corale di tutta la squadra. Una vittoria come questa, ottenuta contro una corazzata, non può che accrescere il morale dell’ambiente irpino, che dunque può ora guardare con rinnovata fiducia alle partite dell’anno nuovo.

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