Dal roster alla panchina, analisi del mercato della Sidigas Avellino

Dal roster alla panchina, analisi del mercato della Sidigas Avellino

Con il raduno ormai imminente ed il roster praticamente al completo, si possono tirare le somme e dare un giudizio definitivo sul mercato della Sidigas Avellino.

di Federico Contrada, @federicocontra6

Con il raduno fissato per lunedì prossimo, sarà finalmente aperto il sipario sulla nuova Sidigas  2018-2019. I biancoverdi si presentano ai nastri di partenza della prossima stagione con le carte in regola per essere definita “squadra di vertice”.

IL gm Nicola Alberani, difatti, ha allestito un roster di tutto rispetto, formato da giocatori di esperienza e talento oltre che di energia. Gente come Norris Cole, vero colpaccio di mercato dell’intero basket italiano, non ha bisogno di presentazioni: per lui infatti parlano i numeri, che recitano 2 anelli NBA vinti con i Miami Heat, 1 campionato israeliano vinto l’anno scorso con Maccabi, ed oltre 2.500 punti realizzati nella massima lega americana. Sarà lui l’atleta di punta della Scandone, e sicuramente rappresenta un “upgrade” rispetto a Ragland e Rich, gli ultimi due leaders in canotta biancoverde.

L’arrivo di Cole ha fatto inoltre passare in secondo piano un altro acquisto importante, quello di Demetris Nichols. L’atleta americano è infatti un’ala piccola in grado di fare canestro in tutti i modi, oltre ad essere dotato di buona fisicità. Nichols, come Cole, ha un palmarès molto ricco, che consta, tra le altre cose, di 2 campionati russi ed un Eurolega vinti con il CSKA Mosca; nella squadra russa egli fungeva da sesto-settimo uomo, ma nonostante ciò ha mantenuto una media di 8 punti a partita. L’unica incognita su questo cestista è data dall’età, dato che compirà 34 anni il prossimo 4 settembre.

Cole e Nichols saranno sicuramente le stelle della Sidigas nella prossima stagione, ma più in generale si può affermare che il roster è stato costruito da Alberani sotto il segno della discontinuità rispetto alle passate stagioni. Giocatori versatili, capaci di giocare in più ruoli, ed anche atipici per il ruolo che ricoprono; Matt Costello, ad esempio, è un centro che si allontana e di molto dalle caratteristiche del suo predecessore Fesenko. L’americano con origini italiane, infatti, non possiede la fisicità dell’ucraino, e dunque non sarà sicuramente così devastante nel pitturato, ma compensa con una buona abnegazione difensiva ed anche con una discreta mano dalla media e da tre punti. Un giocatore con caratteristiche che sposano meglio la filosofia del nuovo coach Vucinic, che a differenza del suo predecessore Sacripanti non possiede il dogma del “centro dominante”.

Senza soffermarsi troppo sulle caratteristiche degli altri giocatori, è innegabile che il giudizio complessivo sul mercato della Sidigas Avellino sia positivo. In particolare, va dato grande merito alla proprietà di aver stanziato un budget congruo alle aspettative della piazza, e ad Alberani di aver capito prima e meglio di molti le nuove regole del gioco; va  infatti ricordato che da quest’anno è in vigore la norma del cosiddetto “6+6“, ossia la possibilità di formare un roster di 12 elementi con 6 stranieri senza vincolo di passaporto. In parole povere, è decaduta la differenza tra extracomunitari e comunitari, essendo essi tutti ricompresi nella categoria “stranieri”. La Sidigas ha così potuto mettere sotto contratto ben 5 atleti USA sprovvisti di passaporto comunitario (i già citati Cole, Nichols e Costello, più l’ala grande Caleb Green ed il play Sykes), riservando l’ultimo slot per gli stranieri al riconfermato N’diaye(Senegal), che a quanto pare è molto ben visto dall’allenatore.

Alberani ha così ovviato alla grande ai “grandi rifiuti” dei cestisti italiani; si ricorderà della trattativa per Pascolo, naufragata in giugno non per motivi economici(gli veniva offerto un triennale da 200.000 euro a stagione) ma probabilmente per il solito pregiudizio degli atleti nazionali verso le piazze del Sud; cosa che francamente, in uno sport professionistico così popolare e con un importante giro di affari, appare fuori luogo. Con queste premesse, è difficile ipotizzare almeno nel breve periodo, una crescita generale del movimento italiano della pallacanestro.

La Sidigas, dunque, ha puntato decisamente a creare un nucleo americano di valore, probabilmente il migliore in assoluto tra tutte le squadre della Lega, per compensare anche i rifiuti degli italiani di punta. Tuttavia, l’aver confermato Filloy e D’Ercole nel novero degli atleti nazionali è già un segnale importante, sia di continuità sia di rendimento. Gli altri tre italiani sotto contratto sono due lunghi con esperienza nella Lega come Luca Campani e Stefano Spizzichini, ed il promettente giovane classe 1996 Luca Campogrande, ala piccola che ha viaggiato a poco meno di 10 punti di media nella Lega due. Anche nel parco italiani, insomma, si è voluto creare un mix di esperienza e talento, sperando che questo venga sapentemente amalgamato dal coach Nenad Vucinic, che resta forse la novità più attesa della Sidigas 2018-2019, dato che questa sarà la sua prima esperienza in Italia.

 

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