La Sidigas è una macchina perfetta: vittoria e primo posto

La Sidigas è una macchina perfetta: vittoria e primo posto

Biancoverdi irresistibili per la Virtus Bologna, travolta per 87-59; ora tutto il popolo Sidigas si gode il primato in classifica

di Federico Contrada, @federicocontra6

La Sidigas Scandone Avellino ha ottenuto la sua quarta vittoria consecutiva in campionato battendo la Virtus Segafredo Bologna con un distacco di ben 28 punti. Il numeroso pubblico del Paladelmauro ha assistito ad una gara a senso unico, nella quale i biancoverdi hanno fin da subito tracciato un solco di oltre 10 punti di distacco (22-10 al termine del primo quarto); da quel momento in poi, la formazione biancoverde non è mai scesa sotto i 13 punti di vantaggio (39-23 al minuto 18), giungendo a toccare anche un massimo distacco di 30 punti al 39′ (84-54) fino al definitivo, pesantissimo, 87-59 con il quale la partita si è conclusa. Questi semplici dati rendono l’idea del dominio, in lungo ed in largo, della Sidigas sulla Virtus; una squadra, quella allenata da Pino Sacripanti, che ha trovato fin dall’inizio le soluzioni più efficaci per annullare gli avversari, riuscendo sempre alla perfezione; gli atleti avellinesi stanno vivendo un momento magico, sono in fiducia, e questo aspetto ovviamente ha inciso sulle dinamiche della gara. Bologna, infatti, ad un certo punto ha giocato senza schemi proprio perchè, tramortita dallo strapotere dei lupi d’Irpinia, aveva evidentemente le idee molto confuse.

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Sacripanti decideva, a sorpresa, di accoppiare all’ala Alessandro Gentile la guardia Rich; una mossa tattica apparentemente azzardata, ma solo fino ad un certo punto, visto che l’americano, pur patendo il miss-match fisico con il suo dirimpettaio, riusciva sempre a batterlo in situazioni di attacco, anche a costo di concedergli, inevitabilmente, qualche canestro nella metà campo difensiva; 13 punti in ventiquattro minuti sono uno score che può far sembrare la partita di Rich un po’ sottotono, ma non è esattamente così, visto che l’MVP del mese di dicembre (premiato a fine partita), da giocatore esperto quale è, ha preferito centellinare le sue energie non prendendosi così tanti tiri come normalmente fa durante l’arco di una partita (solo 7 dal campo, di cui 5 realizzati).

Ramagli, allenatore dei bolognesi, aveva previsto un piano partita atto ad impedire a Fesenko di ricevere in post basso. Nelle primissime battute della partita, il gigante ucraino si arrabbattava per cercare di spezzare i raddoppi sistematici che venivano attuati su di lui; la Sidigas, tuttavia, comprendendo il momento, decideva di giocare di più sul perimetro e con gli scarichi negli angoli, producendo così una mole incredibile di tiri da tre, realizzandone il 44% (4/9). Fitipaldo, che da tre punti ha tirato con il 57% (4/7), è stato il top scorer dei suoi con 18 punti, firmando anche 6 assist e ottenendo un ottimo 22 di valutazione: un segnale importante quello dato dal cestista uruguayano, soprattutto perchè la prestazione di oggi dà continuità a quella di martedì scorso in quel di Sassari.

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Lo stesso Fesenko (14 punti in 20 minuti per lui) , dopo le difficoltà iniziali, riusciva a ritagliarsi il suo spazio all’interno di questa gara, dunque riuscendo a giocare nel modo a lui più congeniale, mentre Scrubb, inutilizzato nel primo quarto, è emerso nel finale di partita quando ha infilato 8 punti, sfruttando la sua freschezza atletica. Ma al festival del canestro che è andato in scena stasera, una buona parte della scena se l’è presa il convalescente Dezmine Wells, che ha realizzato 17 punti, di cui 8 con schiacciate spettacolari e prepotenti, sia in campo aperto in contropiede sia a concretizzare i suoi tagli dal lato debole, perfettamente serviti dai compagni; l’americano dunque, ha dimostrato di poter essere quello che gli appassionati della Scandone speravano che fosse, ovvero il valore aggiunto in attacco di questa squadra.

L’andamento della gara ha consentito al coach Sacripanti una più equilibrata gestione delle rotazioni, e difatti nessuno dei giocatori a sua disposizione ha superato i 27 minuti di utilizzo; un dato che non va affatto sottovalutato, e che testimonia ancora una volta la profondità del roster a disposizione del tecnico nativo di Cantù. Ariel Filloy ha giocato solo 19 minuti, mentre il cestista che ha giocato 27 minuti merita, ancora una volta, un capitolo a parte: Maarten Leunen,leader naturale di questa Sidigas, pur essendo il giocatore più presente sul parquet, non ha realizzato punti, tentando solo 2 tiri dal campo; in compenso l’ala statunitense ha fornito ben 9 assist ai compagni, prendendo 9 rimbalzi: una prestazione da leader silenzioso, da “equilibratore”, verrebbe da dire quasi “da gregario” se non fosse per la qualità dei passaggi che gli si è visto fare. Un segnale molto importante questo, considerando che, da quando è ad Avellino, Leunen è sempre l’uomo che deve prendersi delle responsabilità in campo; vincere partite con questo scarto, e per giunta senza che il Capitano si affatichi più di tanto (non essere insomma “Martino-dipendente“) è stata, infatti, una delle note più liete della serata.

La serata di ieri, insomma, è di quelle che non si dimenticheranno facilmente: un primo posto quasi storico (non è il primo insomma, ma ha tutto un altro peso specifico rispetto a quello assaporato alla quarta giornata della stagione 2009-2010) ottenuto con una vittoria schiacciante, e per di più contro un avversario blasonato come la V nera di Bologna; una prestazione impeccabile, fatta di lucidità, freddezza, esperienza e talento, senza egoismi particolari dei cestisti. Questo ovviamente fa sognare i tifosi avellinesi, che vorrebbero vedere finalmente vedere la propria squadra del cuore alzare un trofeo; pertanto, la speranza è che la Sidigas si presenti in queste condizioni di forma smagliante all’appuntamento con le Final Eight di Coppa Italia, in programma a Firenze dal 15 al 18 febbraio: la prima occasione di vincere qualcosa sarà appunto quel fine settimana e, pur non conoscendo ancora l’esatto piazzamento in classifica, tutti sono sicuri nell’indicare Avellino come una delle più accreditate pretendenti a questo titolo.

 

 

 

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