Sidigas, a Reggio una partita senza storia

Gli uomini di Vucinic hanno controllato con autorevolezza la partita per la sua intera durata; il dominio Sidigas vale il terzo posto in classifica

di Federico Contrada, @federicocontra6

Alla settima giornata del campionato è giunta una vittoria molto importante per la Sidigas Avellino, che è passata d’autorità al PalaBigi con il punteggio di 75-91. Lo score finale, tuttavia, non deve trarre troppo in inganno: Avellino è stata in vantaggio anche di 30,  mantenendosi costantemente sopra il +20 per larghi tratti della partita. Solo nel finale, Reggio Emilia è riuscita ad accorciare le distanze rendendo meno pesante il passivo.

Gli elogi per Vucinic ed i suoi atleti quest’oggi si possono sprecare: hanno tirato con molta precisione e difeso con molta abnegazione. Hanno imposto un ritmo elevatissimo alla partita fin dal primo momento, riuscendo a tramortire la GrissinBon con un primo quarto devastante, concluso nel migliore dei modi con una tripla in transizione di gran classe firmata da Norris Cole: 12-34 !

Una frazione di gioco giocata in modo eccellente, tanto da far risultare “immacolato” il referto di un giocatore come Caleb Green, che ha tirato con il 100% (4/4 da due, 2/2 da tre punti e 2/2 ai tiri liberi) realizzando la bellezza di 16 punti in quei primi dieci minuti. Un altro giocatore, Demetris Nichols, è riuscito a mantenere questa “perfezione” addirittura  per più tempo, ossia anche nel secondo quarto, risultando letale soprattutto dalla lunga distanza (2/2 da due 3/3 da tre nei primi 20 minuti, senza tirare liberi). Questi due giocatori, che hanno segnato rispettivamente  29 e 19 punti,  sono stati i trascinatori in questa vincente trasferta, anche più di un Cole che tuttavia è top scorer nella statistica assist, avendone serviti 9 ( tre di questi per le schiacciate di N’diaye) su 20 totali della Sidigas. Il fuoriclasse americano è riuscito a segnare comunque 16 punti, mantenendosi nella top five dei marcatori del campionato (quarto posto). Tale classifica vede proprio Green al secondo posto(20 di media); il numero 6 biancoverde quest’oggi ha stravinto il duello, la “sfida-nella-sfida”, contro il diretto concorrente in questa speciale statistica, un Ricardo Ledo rimasto mestamente fermo a 11 punti.

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Reggio Emilia ha oggettivi problemi, lacerata com’è dagli infortuni che l”hanno costretta ad intervenire sul mercato. Ma ciò non svilisce la prestazione dei biancoverdi, anche perchè i nuovi arrivati in casa biancorossa non hanno avuto un cattivo impatto. Aguilar è stato, oltre che top scorer dei suoi (13 punti), anche uno degli ultimi a mollare, infilando anche due triple nel terzo quarto. Ortner si è dimostrato quantomeno affidabile in difesa pur avendo (come del resto anche i suoi compagni) oggettive difficoltà a trovare la via del canestro. E’ mancato l’apporto del capocannoniere, senz’altro, e questo contro una Sidigas che è in grado di trovare la via del canestro con questa facilità, è fatale.

La squadra c’è, i meccanismi si stanno registrando, e contemporaneamente l’infermeria tende a svuotarsi; a questo proposito va sottolineato come la prestazione di Luca Campani sia stata una lietissima nota per tutti i tifosi avellinesi. Nella “sua” Reggio Emilia ha giocato la sua terza partita con Avellino, restando in campo 15 minuti e segnando 9 punti con 4 rimbalzi ed anche un pregevole assist (per i due facili di Green), nel secondo quarto, a conclusione di una splendida azione di corale di contropiede.Un giocatore, insomma, che sembra procedere sulla via del recupero e può certamente dare una mano alla sua squadra. Partite come questa aiutano l’allenatore a gestire un po’ i minutaggi e a provare nuove situazioni: oltre ai minuti per Sabatino (ciliegina sulla torta, anche lui a bersaglio da due nel finale), importanti sono i minuti in meno di impiego dei maggiori protagonisti biancoverdi, gente finora abituata a giocare anche 40 minuti in alcune gare; Norris Cole ne ha giocati 27 e Nichols addirittura 24, con il solo Caleb Green a superare i 30 ed il solo Sabatino al di sotto dei 10. Un “panchinaro” come Spizzichini ad esempio ne ha giocati 12, guadagnandosi ancora una volta la pagnotta portando in dote ben 7 rimbalzi, oltre ad un 2/2 dalla lunetta; il lungo romano è ormai una certezza e sembra essersi adattato al salto nella massima serie.

Avellino ha proseguito, insomma, la sua marcia trionfale che è giunta così alla quinta vittoria consecutiva. Ma la cosa che più conta è che, con classifica che inesorabilmente tende ad allungarsi dato il passare delle giornate, la Sidigas sia balzata nel gruppo di testa, raggiungendo Cremona al terzo posto ed accorciando dalla seconda Venezia, sconfitta a domicilio dalla capolista Milano. Proprio i lagunari saranno i prossimi avversari in campionato degli irpini, nella giornata che precederà una sosta di due settimane che Vucinic aspetta come la manna dal cielo, per recuperare gli ultimi due infortunati Costello e Campogrande.

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