Sidigas Avellino a mezzo regime; amara la trasferta a Cremona

La Vanoli Cremona ha sconfitto la Sidigas Avellino per 86-73, nel lunch match della decima giornata del campionato di serie A; il distacco di 13 punti, che poteva essere anche più pesante dato che Cremona ha superato il +20 di massimo vantaggio, rispecchia comunque alla perfezione l’andamento di una gara dominata dai padroni di casa, che hanno vinto i primi tre quarti,  prima prendendo le misure all’avversario poi, a partire dal secondo e soprattutto nel terzo quarto, annichilendolo sotto i colpi(le triple, soprattutto) dei suoi uomini migliori, che si sono rivelati Johnson-Odom (20 punti, 4/7 da tre) e Simone Fontecchio (15 punti con 3/6 da oltre l’arco).

La gara sembrava inizialmente poter essere alla portata degli uomini di Sacripanti, visto che nel primo quarto, soprattutto per merito della regia di Filloy, che riusciva sia a segnare mettendosi in proprio, sia a mettere in condizione i compagni(in particolare N’diaye) di fare canestro; le due triple consecutive dall’angolo del convalescente Bruno Fitipaldo, poi, sembravano rappresentare il classico “segnale” di una partita favorevole.Cremona, dal canto suo, sembrava tutto fuorchè una squadra che rispecchiasse le idee del suo allenatore, quel Meo Sacchetti che imposta la sua filosofia offensiva sul run-‘n’-shot, quindi su tiri in pochi secondi, possibilmente da tre. Ma purtroppo per i Lupi d’Irpinia, i lombardi trovavano rapidamente efficaci aggiustamenti, mettendo dunque a posto le cose che non andavano e insistendo su quelle che andavano bene; fiducia dunque all’ala romana Gianpaolo Ricci(6 punti nel solo primo quarto, ha chiuso con 11 in 15 minuti giocati ed un eccellente 3/6 da tre; dominati Leunen e Zerini), e debutto in canotta biancazzurra per Fontecchio, appena giunto in prestito dall’Olimpia Milano; il coach ex campione d’Italia voleva dunque sfruttare le difficoltà di Avellino nel reparto lunghi, dove all’acciaccato cronico Fesenko si è aggiunta anche la precaria condizione fisica di Leunen:niente più riposo precauzionale per il Capitano, che ha giocato 26 minuti; 12 punti per lui, ma non è da lui il 2/9 da tre punti ; mancava, inoltre alla Sidigas un giocatore importante come Dezmine Wells, uno che può dare sempre velocità ed imprevedibilità all’attacco, senza contare anche il particolare momento che sta vivendo il capocannoniere Jason Rich, oggi visibilmente fiacco e spaesato; 14 punti, molti dei quali realizzati a partita già compromessa; un giro a vuoto che ci può comunque stare per “Sweet J“, provato dal viaggio-lampo negli States.

Molte, dunque, le attenuanti per la squadra avellinese, ma di certo non è stato piacevole subire un crollo verticale come quello del terzo quarto, chiusosi col punteggio di 22-11 per Cremona, contraddistinto dalla differenza di precisione nei tiri da tre: 4/9 Cremona (con 3/4 del solo Odom), 0/5 per Avellino;è stato in quel frangente della gara che i lombardi hanno messo le mani sulla vittoria, dimostrando una maggiore fluidità offensiva e precisione al tiro. La Vanoli ha dominato anche nel reparto lunghi, con 41 rimbalzi contro i 32 degli avversari: Sims e Martin hanno sovrastato in area pitturata atleti avversari poco reattivi anche sui secondi tiri; analogia curiosa con la partita di Brindisi, a questo proposito, è stato il canestro segnato da Drake Diener allo scadere del secondo quarto; proprio come fece Tepic allo scadere del 40°, l’ex atleta della Scandone ha realizzato in allontanamento dopo aver preso un rimbalzo d’attacco; in entrambe le situazioni, insomma, è stata punita una difesa troppo morbida sui taglia-fuori e sulle marcature dentro l’area.

Questo è un momento molto delicato della stagione per la Sidigas Avellino; oltre alla qualificazione per le Final Eight di Coppa Italia, obiettivo di un girone d’andata che sta giungendo ormai alle battute finali, c’è da affrontare subito il temibile Besiktas in una partita di Champions dove, per colpa della sconfitta interna con la Telekom Bonn,  è vietato sbagliare; il tutto, con un roster alle prese con infortuni, convalescenze ed acciacchi di vario tipo. La partita di ieri, dunque, ha dimostrato che la squadra non può affrontare troppe partite, in così poco tempo; servono soluzioni in breve tempo per far fronte a questa precaria condizione fisica. [fncvideo id= autoplay=false]

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