Sidigas Avellino, Alberani: “Young è l’immagine della stagione. Scelta di Cole un errore”

Sidigas Avellino, Alberani: “Young è l’immagine della stagione. Scelta di Cole un errore”

Le parole del dg della Sidigas che analizza in una lunga conferenza la stagione appena conclusa e parla del futuro

di Marco Costanza, @MarcoCostanza5

Dopo la festa e i saluti di ieri sera al PalaDelMauro, con l’abbraccio della Scandone ai tifosi, tra selfie, autografi e sorrisi, la stagione 2018/19 della Scandone è conclusa. Le due gare con Milano dei playoff hanno un pò “mascherato” una stagione sottotono, come ha ammesso lo stesso De Cesare, fatta di alcune scelte rivelatesi sbagliate, a partite dal coach Vucinic, falcidiata da infortuni e continuata con tanti problemi anche societari di dicembre-gennaio. Si ripartirà quasi sicuramente da coach Maffezzoli, che ha dato un’anima alla squadra, facendola ben figurare con Milano e da questo si ripartirà.

A trarre un bilancio e a parlare del futuro è stato Nicola Alberani che in conferenza stampa ha così parlato: “Per come si era messa concludiamo la stagione forse in maniera positiva. Ci viene riconosciuto il fatto di aver dato tutto nonostante alcuni errori, nonostante le difficoltà iniziali, nonostante tante situazioni di infortuni. Nonostante aver dato tutto non ci è bastato per eliminare Milano ma questo aver dato tutto ci ha dato tantissimo e la gente ce l’ha riconosciuto. Rispetto all’anno scorso che chiudemmo un pò in freddezza e un pò delusi, quest’anno chiudiamo con un gusto dolce. Purtroppo i tanti infortuni ci hanno distrutto, abbiamo acquistato 4 elementi in corsa nessuno per scelta tecnica, ma solo per scelte forzate dovute ad infortuni. Il secondo infortunio di Nichols ci ha messo in difficoltà, anche se lui ci è voluto essere a tutti i costi e a 35 anni, recuperare in breve da un infortunio è dura. La squadra spesso è stata etichettata come non attaccata ai colori, come una squadra che non ci tenesse a questa maglia. Invece se non ci tenevamo non arrivavamo secondi al girone di andata, non arrivavamo ai playoff e mettere in crisi Milano e quasi riuscire nell’impresa. L’immagine di Patric Young è il simbolo della stagione, un grande professionista, da grande uomo che si è calato nella nostra realtà e ha messo a repentaglio la carriera, infortunandosi e giocandoci sopra. Uscendo e rientrando in gara 3, è stato un grande. Abbiamo bisogno di gente come lui. Ringrazio chi ci ha salutato ieri e siamo contenti di ripartire da questo, dall’abbraccio dei tifosi. I miei errori? Sicuramente aver portato Norris Cole qui. Non è un giocatore da Avellino, nel senso, è uno che alla prima difficoltà è volato via, è uno a cui piace essere la prima donna, invece si vince anche e soprattutto con il gruppo. Il suo addio ha fatto si che uscissero fuori le qualità di Sykes, l’arrivo di Harper è stato più funzionale alla stagione avellinese. Altro errore? Vucinic. Non si è calato nella realtà, con il suo modo british. Come persona l’ho detto l’altra volta, è una persona straordinaria apprezzato da tutti. Forse si sono create delle incomprensioni che nel corso della stagione poi hanno portato ad arrivare a delle complicanze. Nenad si chiudeva spesso nel suo mondo, non interfacciandosi con il resto e con la città. Inoltre non ha imparato l’italiano che gli sarebbe servito per comunicare meglio, soprattutto in una piazza come Avellino.  Infortuni? Ci sono stati forse delle incomprensioni, ma non do la colpa allo staff medico, staremo più attenti su altri fattori e altre caratteristiche dei giocatori, magari non prendendo gente che arriva da lunghi stop o che ha un fisico incline ad infortunarsi. Come De Cesare ha detto ieri, sappiamo che potevamo fare di più, è stata una stagione dolce amara, ma per come si era messa a due giornate dalla stagione quello che è successo dopo è grasso che cola. Rinforzare il reparto italiani? E’ complicato, perchè in tanti italiani che fioriscono nei settori giovanili, sono tutti al nord, e venire al sud è complicato, perchè magari nelle loro città hanno amici, dei gruppi di basket dove possono lavorare meglio e quindi preferiscono non allontanarsi. Non parlo solo di Avellino o Brindisi ma anche a Roma abbiamo avuto tipi di problemi simili gli anni passati. C’è una difficoltà a portare italiani al sud. Avere un roster italiano lungo è importante ma è davvero difficile da fare. Dobbiamo provare a fare scelte italiane come Campogrande, ovvero scommesse, che poi si possono rivelare vinte. E soprattutto qualcuno  deve venire col sorriso e con la voglia e non con i musi lunghi. Se in estate dovessi contattare qualche giocatore e alla prima telefonata tentenna e devo tirarlo per la camicia per farlo venire, è meglio che non venga. E’ importante che chi arrivi arrivi carico e con la voglia. Questa stagione ci dà una presa d’atto di quello che possiamo e dobbiamo essere. Lo stesso vale per Maffezzoli, un ragazzo che ha voglia, che riconosce le opportunità e che farà bene. Quando si è insediato disse <<questa è l’opportunità della mia carriera e non permetterò a nessuno di rovinarla>>. A noi serve gente così. L’anno prossimo faremo la doppia competizione, non sappiamo se sarà la Champions League o la Europe Cup. Nel caso fosse la seconda valuteremo se parteciparvi o meno, ma se ne parlerà a metà giugno. Dal punto di vista mio personale è stata una stagione difficile, all’inizio la squadra di basket l’ho seguita poco, perchè l’ingegnere mi ha chiesto di formare un assetto societario per il calcio, ma nonostante le immani pressioni sono felice che alla fine sia arrivata la vittoria del campionato. La nostra vera forza è stato il gruppo, con Carlo Musa, lo staff, il tecnico Bucaro che è stata la ciliegina sulla torta e tant’altro. Una stagione complicata finita alla grande e che ha dato nuovo entusiasmo ad una piazza importante. Il premio dato a Carlo Musa e la sua dedica a me dopo il premio è stato un onore e fa piacere che un ragazzo giovane come lui abbia avuto un riconoscimento importante e farà ancora bene. Tante connessioni che c’erano l’anno scorso tra calcio e basket dall’anno prossimo evidentemente non saranno più possibili perchè servono due organigrammi societari differenti, con la Serie C che è un campionato importante e sarà seguita da chi di dovere. Problemi societari di inizio stagione? Penso che i tifosi dopo quanto accaduto l’anno scorso possano stare sereni. E’ stato un problema risolto. Però in quel momento la squadra ha dato tutto e ha dimostrato di avere carattere e come detto attaccamento. Sykes? Non sarà più dei nostri, Campogrande ci sarà, poi capiremo le aspirazioni e gli obiettivi degli altri”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy