Sidigas, chi sale e chi scende in questo primo quarto di campionato

Sidigas, chi sale e chi scende in questo primo quarto di campionato

Una panoramica sulle statistiche, individuali e di squadra, per poter meglio analizzare il cammino della Sidigas in queste prime otto giornate di campionato

di Federico Contrada, @federicocontra6

La Sidigas Avellino arriva alla sosta per le Nazionali di queste prossime due settimane in condizioni difficili, a causa delle ultime due sconfitte maturate in Coppa con Ventspils mercoledì scorso e in Campionato con Venezia domenica.

Ma se la prima sconfitta può essere archiviata come un normale “incidente di percorso”, data anche la favorevole situazione in classifica nella competizione continentale, quella contro i veneti pesa molto e fa male, oltre che per il pesante passivo di 30 punti, anche perchè arriva in un campionato che vede Milano a fare già la parte della lepre con il suo punteggio pieno. Dunque, una Sidigas che deve rinunciare alle ambizioni di primato in classifica, anche alla luce dei dati statistici che andremo ad analizzare; prenderemo dunque in considerazione solo i numeri concernenti la Serie A e non quelli che attengono alla Champions League.

La sconfitta contro Venezia ha pesantemente rovinato le statistiche, sia individuali sia di squadra, alla voce punti segnati;  basti pensare che fino alla settima giornata due giocatori della Sidigas erano presenti nella top five dei marcatori della Lega ed oggi non lo sono più: Caleb Green è sceso dal secondo al sesto posto in questa classifica, mentre Norris Cole ha perso tre posizioni (da quarto a settimo); hanno dunque negativamente influito i rispettivi 7 e 10 punti realizzati nell’ultima gara. I soli 49 punti realizzati contro i lagunari hanno, inoltre, fatto retrocedere Avellino nel ranking dei migliori attacchi, anche se di una sola posizione: gli irpini infatti sono stati superati al secondo posto proprio dalla Reyer Venezia, nonostante anche quest’ultima abbia abbassato la sua media nella gara del Paladelmauro, dove appunto ha segnato solo 79 punti a fronte di una media generale di 87,1. Sidigas che è invece calata vertiginosamente dai 90 e passa al termine della settima giornata agli 85,8 attuali, conservando il terzo posto per pochi centesimi di vantaggio su Cremona che ha una media di 85,6 punti a partita.

De Raffaele e la sua Reyer hanno battuto dunque Avellino, facendo vacillare quella che finora era stata la più forte certezza del roster allenato da Vucinic: l’attacco. C’è tuttavia da precisare che Venezia vanta attualmente la migliore difesa del campionato, con soli 70 punti subiti a partita (mentre la Sidigas è solo undicesima, con 81,3) una cifra che ovviamente si è notevolmente abbassata grazie alla giornata storta dell’attacco avellinese. L’assenza di Demetris Nichols ha privato la Sidigas di un giocatore preziosissimo, sia per la capacità di fare canestro sia per le  doti fisiche. Oltre al fatto di poter ricoprire sia il ruolo di ala che quello di quattro, il cestista di Boston è, non a caso, il quarto miglior giocatore dell’intera Lega per plus/minusin pratica con lui in campo Avellino guadagna mediamente 11,9 punti ad ogni partita. Una perdita grave, dunque, per i Lupi, che dovranno rinunciare a lungo ad un autentico punto di riferimento; egli è, tra l’altro, il miglior realizzatore da tre dei suoi (44,4%, quattordicesimo nella classifica di tutti i giocatori di A) giocando in media 28 minuti con 12,3 punti.

A proposito di minuti giocati, è Green il più impegnato tra i giocatori Sidigas, con un utilizzo medio di 31,9 minuti; un dato che supera persino quello di Cole, fermo a 30,5. Probabilmente anche da questo si evince quanto il roster abbia problemi di ricambi: il trentatreenne Green spremuto mentre il suo naturale ricambio Spizzichini non riesce a giocare nemmeno 10 minuti a partita, con una media di soli 3 punti. Nell’attesa del pieno recupero di Campani (in tre presenze circa 8,3 minuti a partita), e considerando anche gli infortuni di Costello e Campogrande, coach Vucinic deve fare i conti con il problema dei bench-points (i punti dalla panchina): non si arriva nemmeno a 20 di media, il che considerata anche lo score medio del “sesto uomo”  Kiefer Sykes pari a 11,3, evidenzia l’enorme divario tra il quintetto titolare e quello di riserva, all’interno del quale ci si sarebbe aspettato qualcosa in più soprattutto da Lorenzo D’Ercole, che rispetto allo scorso anno sta segnando veramente poco (soli 18 punti totali in otto partite).

Nonostante l’ultima pesante sconfitta, i giocatori titolari stanno tuttavia mantenendo buone statistiche, riuscendo a primeggiare in alcune di esse: Hamady N’diaye ad esempio è il leader incontrastato delle stoppate, avendone piazzate finora ben 19 (2,4 a partita), contro le 12 del secondo di questa graduatoria (il triestino Mosley). Il centro senegalese è anche il terzo più preciso da due dell’intera Lega con il 65,9% di realizzazioni, preceduto da Mosley e dal veneziano Tonut. Norris Cole, dal canto suo, è di gran lunga il miglior assistman della serie A(6,8 di media-gara)  con un buon margine di vantaggio sui suoi inseguitori (54 totali per l’ex Miami, con il secondo ed il terzo fermi a 45 e 40). Caleb Green è invece il leader della statistica sui falli subiti (5,8 a partita) ed è il secondo in quella sulla valutazione media con 22,1, preceduto solo dal canturino Udanoh. Il numero 6 della Sidigas ha dimostrato di essere un giocatore straordinario, spesso immarcabile per gli avversari; ma come detto già in precedenza, può essere soggetto a cali di forma causati, giocoforza, dall’eccessivoimpiego sul parquet.

Ed è anche per far rifiatare pedine così importanti come lui che l’ambiente Sidigas sta benedicendo la sosta, dato che questa consentirà probabilmente di rivedere Matt Costello in campo; il lungo americano ha avuto un buon impatto sul campionato italiano, 10,4 punti e 6,2 rimbalzi in media nelle 5 partite che ha disputato fin qui. Alla voce rimbalzi Costello risulta secondo solo allo stesso Green, limitatamente ai giocatori della Sidigas. Ha dato inoltre l’impressione di avere ampi margini di miglioramento, il che considerato anche che la squadra (pur con il solo N’diaye a fungere da centro puro) è la quinta migliore a rimbalzo, fa ben sperare per il prosieguo della stagione.

Leggendo ed interpretando queste statistiche, coach Vucinic potrà essere leggermente più sereno anche dopo una batosta come quella rimediata domenica scorsa. La sua squadra infatti possiede dei giocatori che hanno dimostrato, numeri alla mano, di poter fare la differenza.

 

 

 

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