Sidigas, cocente delusione. Il sogno Final Eight è già finito

Sidigas, cocente delusione. Il sogno Final Eight è già finito

Cremona batte gli uomini di Sacripanti e li estromette dalla Coppa Italia

di Federico Contrada, @federicocontra6

Avellino parte con il suo quintetto ormai solito con D’Ercole affiancato a Filloy e Rich nel reparto esterni; Cremona parte con Ruzzier, Odom, Fontecchio, Martin e Sims. Avvio sprint dei biancoverdi, che cercando il gioco interno, trovano un parziale di 7-0 subito; gioco di sistema, grande qualità nel passarsi la palla sono le armi vincenti per queste prime battute. Buoni pick and roll tra Rich e Fesenko, con ottimo impatto di quest’ultimo, non a caso viene cercato spesso dai compagni, mentre Cremona insiste col tiro da tre. Negli ultimi minuti, con Zerini, N’diaye e Scrubb,la Sidigas va male in difesa, concedendo facili penetrazioni a Fontecchio e Odom. Cremona migliora il gioco interno e chiude a -4 (22-18).

L’inizio del secondo quarto continua su quest’inerzia e Drake Diener mette la freccia con due triple (22-28), consentendo ai suoi di realizzare un parziale di 16-0. Sacripanti corre ai ripari e inserisce di nuovo Fesenko, ma Cremona riesce a chiudere bene l’area limitandone l’impatto. Rich emerge e con 8 punti di fila, trovati con giocate individuali, e ribalta di nuovo il match, anche se con qualche errore di troppo ai tiri liberi; Avellino trova contromisure cercando rapidi close-out per impedire tiri aperti da tre. Il quarto finisce 40-32,

Nel terzo periodo entrambe le squadre ritorno al quintetto iniziale; il livello agonistico sale e le difese prevalgono spesso sugli attacchi; parziale di 7-0 Cremona con tripla e punti facili in contropiede. Sale Sims, autore di 6 punti, mentre Rich cerca spesso la penetrazione trovando di frequente i falli della difesa avversaria. Non benissimo Ndiaye, tagliato fuori a rimbalzo e non efficace in difesa. Canestri estemporanei ma fondamentali di Bruno Fitipaldo (5 punti). Zona 3-2 insistita per Cremona, anche se con adattamento match-up. Si chiude con 53-51, frutto di un parziale di 19-13 per i lombardi.

In apertura di quarto quarto, Wells cerca di dare il suo contributo, ma trova solo 1 punto, con 2/5 ai liberi; anche lui soffre la zona degli avversari, dunque Sacripanti rimette Fesenko. Drake è una spina nel fianco per la difesa irpina, e riporta in parità i suoi al minuto 33. Scrubb inizia a giocare da “quattro”, con l’intento di non dare punti di riferimento alla difesa mista di Sacchetti, ma non riesce ad evitare il sorpasso di Cremona, che arriva al minuto 34 (58-61) con una tripla di Ricci; da quel momento inizia un piccolo supplementare, con tensione altissima ad ogni possesso. Filloy continua la sua striscia negativa, continuando a sbagliare tiri e perdere palloni. A 3 minuti dalla fine Ricci (12 punti in 11 minuti) esce per 5 falli, consegnando a Rich la palla del pareggio e del suo 20° punto. Anche Cremona inizia a giocare col pick-n-roll e, dopo il gioco da tre punti di Sims, viene chiamato un tecnico a Sacripanti; sull’ extra possesso Odom infila da tre regalando il massimo vantaggio ai suoi (66-72), a due minuti esatti dalla conclusione. Saltano gli schemi, si inizia a giocare più di cuore che di cervello. Ancora una volta è Rich (26 punti nei tempi regolamentari) a prendersi le responsabilità maggiori, segnando la tripla del pareggio a quota 74. Leunen sbaglia il colpo del ko e la partita va ai supplementari. Probabilmente senza i 10 tiri liberi sbagliati, Avellino sarebbe riuscita a vincere la partita.

Maarten Leunen prova subito a riscattarsi dall’errore tentando giocate più intraprendenti; così come Filloy, autore di un canestro impossibile al 42’. Fallo tecnico fischiato anche a Sacchetti, che reitera le proteste per un presunto fallo sulla penetrazione di Drake Diener. Rich si conferma calamita da falli e, nonostante continuasse la sua non eccellente media dalla lunetta, riporta avanti i suoi (82-80). Fesenko, nonostante le cifre altissime (19 punti e 19 rimbalzi) sembra in debito di ossigeno, non riesce a battere Sims in post-basso e per proteste gli viene fischiato un fallo tecnico a 1’20’’ dalla sirena; sul possesso offensivo seguente il centro ucraino prende il rimbalzo dopo la tripla sbagliata da Rich e commette sfondamento su un Sims notevolmente cresciuto nella seconda parte di gara (16 punti e 9 rimbalzi); la palla va nelle mani del top scorer Drake Diener(19 punti) , sul quale viene commesso fallo; con un ½ ai liberi fa volare la sua squadra a +5, consegnando praticamente la semifinale alla Vanoli Cremona.

Il finale di 82-89 per i lombardi rappresenta la prima grossa sorpresa di questa edizione della Final Eight; in realtà, Cremona ha meritato il successo, ottenuto non perdendo mai la fiducia nelle proprie capacità, e non smarrendo mai i dogmi e la filosofia di gioco. L’aspetto mentale è risultato decisivo, con una squadra che si è fatta soverchiare dalla pressione e l’altra che ha giocato con leggerezza e tranquillità; allo stesso modo è stato inportantissimo l’aspetto tecnico, soprattutto per quel che riguarda il “manico”: non si spiega, infatti, perchè Sacripanti abbia concesso solo 11 minuti a Scrubb, 12 a Wells e Fitipaldo, insistendo con un Leunen visibilmente fuori dalla gara( soli 2 punti per il Capitano) e dando sempre le solite reponsabilità al solo Rich (30 punti in 42 minuti). Errori che la Sidigas ha pagato a carissimo prezzo, visto che è malamente sfumato il primo, e forse il più fattibile, obiettivo stagionale.

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