Sidigas col cuore oltre l’ostacolo; una squadra che non molla mai

Di questo passo, avranno pensato in molti, non si arriva a fine anno; già, perchè questa Sidigas sta mettendo a dura prova le coronarie dei suoi appassionati; dopo il doppio overtime a Milano con quell’impossibile canestro di Filloy, ieri sera è stato Jason Rich a realizzare il canestro dell’insperato 70 pari quando mancavano soli 90 centesimi di secondo alla fine. Il comune denominatore tra questi due “buzzer beaters” è rappresentato dall’autore del passaggio da rimessa, quel Maarten Leunen che non finisce mai di stupire; al terzo anno in canotta biancoverde, sta rivelando queste incredibili doti di passatore, specie nei momenti cruciali delle partite.

Una gara che è stata tatticamente molto interessante fin dall’inizio: Avellino cercava sempre di attaccare in modo paziente e non forzando mai le conclusioni, Venezia d’altro canto spesso tirava da tre sul primo blocco, dunque effettuava tiri in pochi secondi. I veneti sono una squadra dai tatticismi spesso esasperati, su entrambi i lati del campo: in difesa, infatti, hanno insistito molto con la zona, sia 3-2 che 2-3, attuando a volte anche la “zone-press“. Avellino ha interpretato al meglio i primi 20 minuti, iniziando subito ad imporre il proprio ritmo alla partita e mettendosi subito in vantaggio; la regia di Filloy (7 assist e 12 punti in totale per un grande “ex” di questa gara) si rivelava efficace, mentre Rich dimostrava subito di essere in una delle sue serate-Sì( 8 punti nel solo primo quarto); la zona di Venezia veniva così attaccata, mentre in difesa, pur concedendo qualcosa sul perimetro, l’area veniva ben chiusa da Ortner (altro “ex” della partita) e dal redivivo Fesenko, al rientro dopo oltre un mese di stop per infortunio.

Si andava così al riposo sul +9 per i padroni di casa; ma i Campioni d’Italia riuscivano a rientrare in partita, facilitati anche dal calo di concentrazione della Sidigas; i canestri da tre di Orelik (top scorer dei suoi con 18 punti), Haynes e Bramos ricucivano lo strappo in un nonnulla;  così, sul 43-41, ecco un timeout di Sacripanti, dal quale Avellino è uscita con verve ed efficacia: Dezmine Wells cresceva minuto dopo minuto, dando il suo contributo in attacco dove riusciva ad attaccare sempre il suo marcatore e trovare il canestro; dopo diverse partite, si è finalmente rivista anche una sua schiacciata, messa a segno in contropiede su un passaggio lungo, manco a dirlo, di Leunen; 6 gli assist totali per il Capitano, e 16 i punti messi a segno dalla guardia statunitense. Coach Sacripanti, forse per la prima volta dall’inizio della stagione, poteva ruotare ben 5 lunghi a seconda delle situazioni della partita: non è stata sicuramente la partita per N’diaye, che non riusciva a prendersi il pitturato come fa di consueto, e nemmeno per Zerini, che ha giocato solo 11 minuti. Leunen è stato impegnato in un duello serrato con Peric, riuscendo a limitare la forza del croato, ma ha pagato questo sforzo in difesa con una prestazione meno brillante del solito in attacco, mentre la nota lieta è stata sicuramente la prestazione di Fesenko (12 punti), atleta unico nel suo genere; pur soffrendo a tratti il dinamismo del centro avversario Watt, l’ucraino è stato un’arma tattica fondamentale per scardinare il piano difensivo predisposto da Venezia: la fisicità del numero 44 biancoverde è infatti servita a rendere vana la difesa a zona degli avversari, impostata sui cambi difensivi: quando infatti Venezia ha adottato i cambi sistematici sui blocchi, è stata sempre punita da Fesenko, che riusciva appunto a sfruttare le numerose situazioni di miss-match, dove si è trovato marcato da un “piccolo” avversario, e dunque è arrivato ad un facile canestro da sotto. L’unico appunto che si potrebbe fare all’atleta ucraino è quello dei due liberi sbagliati nel concitato finale di partita; nonostante questo, il 4/6 totale a cronometro fermo rappresenta di sicuro un miglioramento evidente in quello che è notoriamente il suo tallone d’Achille.

Risultati immagini per avellino venezia basket 87-77

Capitolo a parte è la prestazione di Jason Rich: oltre al canestro del pari allo scadere, il cestista della Florida ha giocato da fuoriclasse assoluto: 29 punti, frutto di un 10/13 da due e 1/5 da tre, col 100% ai liberi (6 su 6) ; Rich è stato l’ MvP di giornata, ha realizzato canestri letteralmente “inventati” , ha dato un contributo importante in fase di playmaking (3 assist)  ed anche in difesa; il tutto, considerando il suo triste momento personale, ha reso questa partita indimenticabile per lui e per tutti gli appassionati di Scandone, che hanno molto apprezzato l’attaccamento alla maglia del cestista numero 25. Rich è un giocatore che dà sempre l’impressione di essere un punto di riferimento per i compagni, soprattutto nei momenti più difficili della partita; non è un caso che, dopo il concitato finale dei tempi regolamentari, abbia realizzato nei tempi supplementari ben 9 punti, che sommati ai due punti del canestro allo scadere danno una somma di ben 11 punti in soli 5 minuti di gioco; “Sweet J” è uno dei tre leaders di questa squadra, e ieri lo ha dimostrato ancora una volta.

La partita di ieri ha dunque rispettato le attese ed il grado di “partita di cartello” del campionato; Avellino e Venezia sono due squadre attrezzate e ben organizzate, che, pur partendo da idee di gioco molto diverse, riescono ad unire spettacolarità ed efficacia. Ieri a spuntarla è stata Avellino, grazie ad una dote che sembra quasi una banalità, ma che può rivelarsi una preziosa risorsa: il carattere. La squadra irpina è una squadra che non molla mai, e dalla quale ci si può aspettare sempre di tutto; sappiamo bene che è spesso su questi aspetti mentali che si costruiscono le squadre vincenti; i tifosi della Scandone , silenziosamente, ci sperano sempre di più.

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