“Ai 30 di Trapani: Auguri, la squadra non vi ha onorato”

Si può perdere. Sempre. Ma con dignità. Soprattutto se, nella notte Santa, ci sono 30 pazzi che lasciano famiglia, affetti per seguire la propria squadra del cuore. In quel caso la sconfitta ci può pure stare, ma solo dopo aver lottato, sudato la maglia, onorato i colori. A Trapani l’Avellino è affondato nella ripresa. Prendendo tre gol (oltre a quello del momentaneo pareggio di Abate a fine prima frazione) e perdendo la testa. E mentre si pensava al panettone in campo, loro sugli spalti continuavano a sventolare fieri le proprie bandiere. A cantare. Magari cercando di far ricordare che non meritavano quello scempio nella notte di Natale. Il calciatore è una professione, quella del tifoso no. E’ tutto a perdere. Ma non la dignità. Che la squadra di calcio ha lasciato al Provinciale di Erice di Trapani. Che Natale. Di merda, aggiungerei. Di merda. E lasciatemi passare il termine. A Natale si è tutti più buoni. Ma non dopo un ko del genere. Che non trova giustificazioni di nessun genere. Nè tecnici, nè tattici. Stavolta la squadra ha deluso. Pochi giorni prima aveva entusiasmato contro il Bologna. Alti e bassi che nel calcio ci possono anche stare. Non alla vigilia di Natale, però. Quando 30 e più pazzi scatenati lasciano tutto per seguire la loro squadra nella trasferta più lunga della stagione. La squadra tornerà in aereo. Loro no. Torneranno in macchina. A proprie spese. Domani. Quando il cenone sarà stato già consumato. Con 4 palloni sul groppone e con le lacrime agli occhi per aver visto la propria squadra naufragare con indifferenza contro una squadra “amica” che ha dimostrato, nella notte di Natale, di avere cuore per i propri tifosi. Ed allora, da parte mia, Auguri a voi ragazzi. Che tornate in Irpinia con la morte nel cuore nella notte più bella dell’anno. Buon Natale ragazzi. Siete l’orgoglio di un’Irpinia che vince sempre.

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