«L’Avellino è per Musa un’occasione grossa. In Irpinia si gioca il futuro: se riesce a fare bene è tanta roba. E sono convinto che sarà all’altezza perché è un grosso conoscitore di calcio». A parlare in esclusiva al nostro portale è il giovane Daniel D’Aponte, ds della Csl Soccer Villotti (Promozione laziale), che ha voluto tessere le lodi di uno dei colleghi più stimati del calcio dilettantistico laziale, quel Carlo Musa da cui ha deciso di ripartire il nuovo Avellino di De Cesare.
D’Aponte si è soffermato in particolare sul modo di lavorare dell’ex direttore della Lupa Roma, definendolo “un malato di pallone”: «Lo paragonerei a Mirabelli (ex ds del Milan, ndr) perché sta sul campo 24 ore al giorno. È un ds moderno, va a vedere le gare di tutte le categorie. Tutti i giorni, tutto il giorno. Nel Lazio conosceva tutti i calciatori, farà lo stesso in Campania. E ci metterà poco».
Sulle possibilità di successo della nuova esperienza in biancoverde, D’Aponte come detto non ha alcun dubbio e immagina anzi un futuro da numero uno per il suo collega: «È una scommessa, ma per l’età che ha rischia davvero di diventare uno dei big del calcio italiano. E non sono dichiarazioni di facciata: uno che a 28 anni arriva in una piazza così importante vale tanto».
Oltre alle doti professionali, D’Aponte ha sottolineato anche quelle umane del nuovo ds biancoverde: «È un fenomeno, ma è anche una brava persona. È umile e sa instaurare rapporti con gli altri: è qualcosa di spettacolare. Personalmente l’ho conosciuto qualche settimana fa (D’Aponte ha appena 22 anni ed è uno dei più giovani direttori sportivi d’Italia, ndr) e mi ha aiutato tantissimo. È una grande persona oltre che un grande conoscitore di calcio».
