Un pari prezioso. Pesante. Bello perchè anche sofferto. Ma quanti rimpianti per un Avellino ancora immaturo. Che passa a Latina con merito. Dopo il gol annullato ingiustamente a Izzo, arriva la rete limpida di Fabbro. Poi i biancoverdi dilagano. Giocano un calcio spaziale. Il Latina in 45 minuti non ne azzecca una. Zappacosta prende una traversa, Castaldo va vicino al gol in più di un’occasione. Arini, ancora Zappacosta. Insomma, nei primi 40 minuti, l’Avellino avrebbe potuto non solo chiuderla ma strachiuderla la gara. Poi è venuto fuori l’orgoglio del Latina. E nel calcio così funziona. Quando non l’ammazzi, l’avversario, va a finire che si riprende e ti stende. E poco ci è mancato. Perchè nella ripresa i pontini hanno legittimato il pari, costringendo Terracciano agli straordinari. Segnando con Negro e rischiando di passare in più di un’occasione. Anche al 90’ quando Morrone ha preso la traversa piena a portiere avellinese battuto. Ma non si può avere tutto dalla vita. Non si può. Perchè questo Avellino ha dimostrato, ancora una volta, di saper soffrire. E, cosa importante, di dover crescere necessariamente in cattiveria, in cinismo. Ma il pareggio è tutto sommato buono. Positivo. Perchè tiene i lupi tra le grandi. Perchè 4 punti in 2 gare in B non li vedevamo dagli anni ‘90. Perchè la squadra ha dimostratop di dover crescere ancora ma anche di saper soffrire in silenzio per la conquista di un risultato importante davanti a 600 indomiti e commoventi tifosi accorsi al Francioni con grande entusiasmo.
La chiave tattica – Auteri non sorride. I rinforzi li ha avuti ma sono fuori tempo massimo per essere schierati in campo. C’è solo Figliomeni arrivato dalla Juve Stabia a metà settimana. La promessa Pawlowski dell’Udinese non va nemmeno in panchina. E in tribuna ci finisce anche l’ultimo arrivato Ghezzal. Solo Jonathas finisce in panchina. Milani è squalificato dopo il rosso di Empoli. Il tecnico ex Nocerina non rinuncia al modulo a trazione anteriore che alla prima di campionato ha fatto vedere più cose negative che positive. Ma bisogna arrangiarsi ed anche la bestia nera dei lupi Jefferson non è al top della forma e non sembra poter competere in una categoria come la B, è costretto a partire dalla panchina. Al suo fianco in avanti c’è il fedelissimo Negro (che è arrivato dalla Nocerina), il folletto Chiricò (un gol e un rigore sbagliato alla prima) e a sorpresa Baldan. Nel 3-4-3 la difesa è affidata alla regia dell’esperto Figliomeni; sul centro destra Cottafava, sul centro-sinistra Esposito. Mediana attenta e folta. Ristovski trova il suo posto da titolare, Alhassan (obiettivo dei lupi in estate) sulla sinistra. Con Burrai ceduto al Modena, regia affidata al duo Morrone e Bruno. L’Avellino è quasi lo stesso che sette giorni fa aveva steso il Novara contro ogni pronostico. Seculin bloccato da un problema muscolare (bicipite femorale della coscia destra) lascia tra i pali Terracciano al suo esordio assoluto in B con la maglia dell’Avellino. La mediana è la stessa. Togni non è al top e finisce addirittura in tribuna. L’Avellino perde qualità ma guadagna in quantità con D’Angelo in campo dal primo minuto con la fascia di capitano. Il tecnico non può rinunciare a Schiavon e Arini. A destra il fresco Nazionale Zappacosta, sull’altro versante confermatissimo, a pieno merito, Bittante. Davanti Terracciano, Fabbro centrale e i ruba palloni della serie B, Izzo e Pisacane al suo fianco. In attacco Rastelli cambia. A sorpresa non c’è il panzer Galabinov. Al suo posto c’è spazio per Andrea Soncin e Gigi Castaldo. Due punte di movimento con Castaldo al centro e l’ex ascolano a svariare da una parte all’altra.
Il primo tempo – I primi dieci minuti sono di noia assoluta. L’Avellino controlla il Latina che cerca ma senza idee e nemmeno forza di farsi vedere dalle parti di Terracciano. Ma nulla, niente di niente. Perché l’Avellino controlla senza affanni e prova a ripartire solo di contropiede. Si studiano le due squadre ma l’Avellino dà subito l’idea di poter essere padrone della gara. Perché nonostante il Latina si affannasse a spingere, il trio centrale difensivo irpino non sbanda. Anzi, stronca sul nascere ogni iniziativa neroazzurra. Fino all’ottavo quando l’Avellino passa ma l’arbitro annulla. Su calcio di punizione dalla destra di Eros Schiavon, mischia in area. Il tocco per Izzo che ti testa insacca ed esulta. Ma dopo pochi secondi la rete è annullata. L’assistente di linea ha la bandierina alzata. Il direttore di gara fischia e concede una punizione a favore del Latina. Tutti sull’assistente ma l’arbitro non cambia idea. Si riprende a giocare. E l’Avellino si esalta e spinge sulle fasce e sulla destra. Si guadagna un calcio d’angolo. Lo batte Schiavon, mischia in area pontina, la tocca Soncin contrastato da Ffigliomeni e Fabbro sottomisura la mette dentro. E’ il gol del vantaggio, il gol che apre l’incontro. Il primo gol del difensore in serie B. L’Avellino esulta. Stavolta è tutto regolare e il difensore va ad abbracciare i suoi compagni. Specie Soncin l’ultimo a toccarla sottomisura. In vantaggio meritatamente l’Avellino non si accontenta. E comincia lo show bianco verde. Minuto 18’ Zappacosta: sfonda sul,la destra come un treno impazzito. Parte da centrocampo, fa fuori due avversari, in progressione arriva in area da rigore, la mette al centro ma si oppone Figliomeni. Non c’è scampo per i laziali. Sembrano quasi in apnea e i lupi provano ad azzannare. Ancora. Al 19’ magia di Castaldo sulla sinistra. In tre su di lui e poi conquista meritatamente un altro calcio d’angolo. Sull’azione seguente, battuta, gioco allargato da Schiavon tutto sulla sinistra. Ci arriva Zappacosta: un missile terra-aria ma la mira è completamente errata. Ottima l’idea del fresco nazionale, sfortunato nella conclusione. Il Latina si ridesta. Ottima l’iniziativa di Ristovski sulla fascia destra. Il macedone mette al centro un cross rasoterra che attraversa tutta l’area e viene raccolto da Alhassan. Il tiro al volo del ghanese è basso e potente ma la mira è imprecisa. Fuoco di paglia. Morrone si innervosisce e stende D’Angelo sulla mediana. Giallo meritato. L’Avellino c’è. E’ un rullo compressore. Zappacosta sulla destra è fenomale, Bittante sulla sinistra spinge di meno ma è presente. Auteri si dispera e non sa più a quali santi votarsi. Minuto 29. Altra perla bianco verde. Soncin-Schiavon-Castaldo, la triangolazione si chiude per Bittante che dal limite dell’aria prova un sinistro forte e preciso. Chiude troppo l’angolo della traiettoria, Iacobucci c’è ma la palla sfila di un niente fuori. Ancora Avellino. C’è solo una squadra in campo. Al 34’ Arini ruba palla, dai 25 metri si accentra. Tenta la botta ma Iacobucci si difende in angolo. Due minuti più tardi. Zappacosta, ancora lui, porta palla, sponda per Soncin, D’Angelo in scivolata la cede a Zappacosta. Si coordina, destro bello ed invitante e la palla che si stampa sulla traversa con Iacobucci battuto che si infortuna anche nel tentativo di allungarsi. Il raddoppio non vuole proprio arrivare. Tante le occasioni, tanta sfortuna. E il Latina si fa coraggio e si spinge in attacco. Minuto 41: e sale in cattedra Terracciano. Morrone tenta la botta dal limite, il portiere respinge, si avventa Negro e ancora lui, il portierone biancoverde, si oppone in calcio d’angolo. Sembra finita e per fortuna dei lupi al primo minuto di recupero Alhassan dalla sinistra fa trenta metri palla al piede; entra in area ed invece di concludere a rete la mette al centro. Dove non c’è nessuno. Dopo due minuti di recupero, Roca manda tutti negli spogliatoi tra gli applausi dei circa 600 tifosi bianco verdi presenti.
Il secondo tempo – Il Latina non cambia nulla. Auteri dà fiducia all’undici iniziale. L’Avellino parte scarico. E l’impatto non sembra dei migliori perché il Latina cerca di far paura. Al 3’ uno spiovente in area, innocuo, viene bloccato in presa alta da Terracciano. Alhassan sulla sinistra mette in difficoltà la difesa irpina che sembra controllare. Al 5’ ci prova Barraco da posizione defilata ma la mira è completamente errata. E’ un assolo pontino. Minuto 7, punizione dalla trequarti. Bruno la mette al centro dell’area Terracciano esce male, non blocca. Si avventa sulla sfera Morrone che tenta la botta ma Terracciano gli si oppone ancora e conquista un calcio di punizione meritato. Si soffre troppo e Rastelli lo capisce. Fuori Soncin, dentro Galabinov per dare maggiore forza al reparto avanzato e tenere basso un Latina che comincia a guadagnare metri e campo.Non cambia la musica della ripresa. Il Latina è padrone del campo. Barraco sulla sinistra sfonda e da fuori tenta due conclusioni senza fortuna. Auteri capisce che è arrivato il momento di osare. Fuori Ristovski, dentro l’ultimo acquisto Jonathas. Mossa azzeccata. Perché al 14’ arriva il pareggio. Alhassan per Jonathas che tenta la conclusione, Fabbro si oppone, palla sui piedi di Negro che appena dentro l’area di sinistro fulmina Terracciano con un diagonale che si insacca a fil di palo. Fabbro comincia ad andare in debito di ossigeno. Non riesce a tenere Jonathas e al 17’ il Latina guadagna una punizione al limite dell’area di rigore. Ci va proprio Jonathas, ma la conclusione per fortuna è da archiviare. La sfuriata del Latina si esaurisce e l’Avellino riguadagna metri. Al 20’ occasionissima per i lupi, ma il colpo di testa di Fabbro su assist di Schiavon vede il miracolo del portiere pontino. Si scuotono i bianco verdi. Rastelli osa. Fuori D’Angelo, dentro Millesi. Il 3-5-2 non cambia perché Millesi si schiera interno sul centro-sinistra, Arini centrale e Schiavon sul centrodestra. Galabinov appare troppo isolato, Castaldo si spegne,. Auteri ci crede. La vuole vincere adesso. Fuori Negro, l’autore del gol. Drentro la bestia nera dei lupi: il brasiliano Jefferson. Al 32’ ancora Latina pericoloso. Punizione defilata di Chiricò, palla dentro lparea e Terracciano non riesce a trattenerla e devia in calcio d’angolo. Chiede ai suoi di salire Massimo Rastelli. Avverte le difficoltà sulla spinta dei pontini. Jonathas dalla distanza al 33’ stavolta Terracciano non si fa sorprendere. Lupi all’angolo, i nerazzurri danno lì’impressione di poter raddoppiare e passare in vantaggio. Fuori Pisacane in leggero debito di ossigeno, dentro Peccarisi alla sua prima da lupo. il Latina sembra spegnersi. Quasi accontentarsi. Mai dire mai. Mai. Perchè al 90’ Morrone si veste da diavolo e con un destro a girare per poco non uccella Terracciano. Fortuna vuole che la DFea bendata si ricordi che nel primo tempo la traversa ha detto no a Zappacosta. bene, il film è lo stesso. Portiere battuto ma la trasversale si oppone. Rastelli tira un sospiro di sollievo. Sarebbe stata una grossa beffa. Ma non è finita. Cinque minuti di recupero. Peccarisi commette un ingenuo fallo al limite dell’area e si becca anche il giallo. Va Barraco sulla linea dei sedici metri ma sbaglia. Sembra finita. Macchè. l’Avellino si ridesta e al 95’ su calcio d’angolo, Peccarisi in area pontina si inarca. Colpisce pure bene ma la mira è sbagliata. Palla fuori, fischietto allla bocca. Roca la chiude. Un buon pareggio che ha il sapore amaro. Ma tutti a festeggiare sotto la Curva dei tifosi biancoverdi. In minoranza numerica ma in maggioranza di voce. Hanno cantato solo loro. Inutile aggiungere altro. Sotto con la Ternana, adesso. Ancora. Domenica alle ore 18. Serve la carica dei diecimila.