L’esperimento mal riuscito di Zappacosta mediano

Vincere con la capolista era missione proibitiva. Sperimentare l’occasione da sfruttare. E così Massimo Rastelli ha sorpreso tutti, compreso i tifosi dell’Avellino, nella sfida del “Renzo Barbera” col Palermo, cambiando la posizione in campo di Davide Zappacosta. Una scelta che, tuttavia, non ha dato i frutti sperati al tecnico di Torre del Greco. Ritornato a disposizione in occasione della sconfitta casalinga contro il Siena dello scorso 21 marzo, il pendolino di Sora è stato schierato dal suo allenatore come terzo componente della mediana insieme ad Eros Schiavon e a Mariano Arini. Una novità arrivata dopo che l’ex giocatore dell’Isola Liri, nelle ventitré giornata sceso in campo, era stato schierato come esterno sulla corsia laterale destra. La volontà, da parte di mister Rastelli, di dare maggiore talento e vivacità al centrocampo biancoverde, noto per esser stato fino a questo momento uno dei più robusti e tignosi dell’intera cadetteria, con l’estro e il fiuto del goal dell’ex Primavera Atalanta. Nel primo tempo il numero due interpreta bene il nuovo compito assegnatogli da Rastelli, rendendosi partecipe nell’impostazione della manovra offensiva della sua squadra, toccando numerosi palloni e cercando di innescare i suoi compagni o provando addirittura la conclusione personale. Come al 12’ quando ha inizio dai suoi piedi il primo attacco degli ospiti: buon inserimento  sulla destra porta al cross al centro con Arini che non ci arriva di un soffio. Prima sortita dell’Avellino nell’area rosanero. Sempre Zappacosta sarà protagonista al 26’ quando il trottolino laziale riceverà il passaggio da Castaldo da cui nascerà il tiro rasoterra del nazionale under su cui Sorrentino fa buona guardia.  Seconda frazione all’insegna dell’anonimato per lo stesso Zappacosta, braccato bene dai vari Maresca, Bolzoni e Barreto e sfavorito dal vantaggio dei rosanero. Un guizzo lo si registra al 73’ quando il laterale ciociaro scambia in area con Castaldo ma il fendente della punta napoletana non sortisce gli effetti sperati. Nel finale di partita chi si aspettava qualche sprazzo dall’enfant prodige dell’Avellino rimarrà deluso. Ma contro una corazzata come quella del presidente Zamparini, di più non era lecito aspettarsi.

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