La stagione che sta per concludersi è la settima dell’era Taccone. Una gestione contrassegnata da tre promozioni (1 sul campo, 2 ripescaggi), il sogno Serie A sfiorato e qualche delusione. È giusto dunque porre l’accento sulla gestione sportiva di queste sette annate, affidata inizialmente a Nicola Dionisio (nelle prime 2 stagioni) e poi ad Enzo De Vito. Circa 170 sono i calciatori passati per l’Irpinia, tra grandi intuizioni (Zappacosta, Izzo, Trotta, Bastien) e clamorosi flop (Biancone, Togni, Tavano). 
Stagione 2009-2010 Serie D (32 giocatori; 5° posto nel girone I e finalista nei playoff, poi ripescato in Lega Pro Seconda Divisione)
L’Avellino post fallimento riparte dal ds Dionisio e da Francesco D’Arrigo in panchina (poi sostituito da Marra). L’obiettivo non può che essere la pronta risalita nel calcio professionistico e per questo i lupi si affidano ad un mix di giocatori esperti e di giovani di belle speranze. I senatori (Puleo, De Angelis, De Rosa, Tisci, Biancone)
Stagione 2010-2011 Lega Pro 2° Divisione (38 giocatori; 4° posto e finalista nei playoff, poi ripescato in Prima Divisione)
L’Avellino riparte da Marra e punta forte su giocatori d’esperienza come Vicentin e Scandurra. Il primo realizzerà 11 reti, disputando una stagione tutto sommato positiva,
Stagione 2011-2012 Lega Pro Prima Divisione (39 giocatori; 10° posto)
Il primo anno della gestione De Vito si apre con un fulmine a ciel sereno: a pochi giorni dall’inizio del campionato Bucaro subentra al dimissionario Vullo. La società, però, fa subito chiarezza (a differenza di quanto avvenuto quest’anno…) e dice di puntare alla salvezza con l’innesto di giovani di qualità come Zappacosta, Thiam e Zigoni.
Stagione 2012-2013 – Lega Pro Prima Divisione (31 giocatori; 1° posto)
L’Avellino vuole la Serie B e affida la panchina a Massimo Rastelli. Sul mercato De Vito è scatenato: arrivano i mamma santissima del gol Castaldo e Biancolino, passato,
in Irpinia arrivano Zullo, Zigoni (l’eroe di Catanzaro) e soprattutto Mariano Arini, che con il suo cuore e la sua dedizione alla causa conquista subito i tifosi e una maglia da titolare.
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Stagione 2013-2014 Serie B (29 giocatori; 11° posto)
L’Avellino parte per salvarsi ma stupisce tutti con uno strepitoso girone d’andata e lotta per l’accesso ai playoff fino all’ultima giornata. La grande intuizione è legata al nome di Andrey Galabinov, voluto fortemente dal patron Taccone e autore di una stagione al di sopra di ogni aspettativa (15 gol da esordiente in cadetteria). Arrivano a costo zero Schiavon e Pisacane, pedine insostituibili nello scacchiere vincente di Rastelli. Le delusioni sono legate ai nomi più altisonanti della campagna acquisti biancoverde:
Stagione 2014-2015 Serie B (33 giocatori; 8° posto, semifinali playoff)
Il mercato estivo regala a Rastelli tanti ottimi giovani dalla Serie A: Gomis, Ely e Kone. A differenza di Zappacosta, Izzo e Bittante arrivati in comproprietà, però, i tre sopracitati arrivano in prestito secco (Ely in realtà a titolo definitivo, ma con l’accordo di lasciarlo andare a zero alla scadenza del contratto annuale). In estate arrivano anche Frattali (appetito ora da club di A), Soumarè e Comi (in prestito secco). Ma i pezzi forti della campagna acquisti sono sulla carta Zito ed Arrighini. L’esterno ex Ternana si farà apprezzare solo nella seconda parte di stagione e addirittura nel gennaio 2016 sarà ceduto alla Salernitana (a costo zero). La punta prelevata a titolo definitivo dal Pontedera viene presentato come il bomber da sicura doppia cifra, ma il campo dice tutt’altro (1 solo gol e cessione in prestito al Pisa a gennaio). Via
L’impatto dell’attaccante casertano prelevato dal Fulham (acquisto più caro della gestione Taccone) è straordinario: 15 gol in un anno solare e plusvalenza con la cessione al Sassuolo per 2,8 milioni (da spartire, però, con il Fulham e con l’imprenditore Abate). Il belga, pupillo del presidente, non riesce ad incidere nei primi mesi in Irpinia, ma una volta ambientatosi si riscatterà diventando il capocannoniere dei lupi nella stagione 2015-2016 e attirando su di sé le attenzioni di numerosi club. La prossima plusvalenza potrebbe passare dai suoi gol.
[tps_title]2015-2016[/tps_title]Stagione 2015-2016 Serie B (39 giocatori)
Sfumato il sogno della Serie A per questione di centimetri e salutato Massimo Rastelli, l’Avellino riparte da Attilio Tesser e dal colpo Ciccio Tavano. Il bomber, prelevato a costo zero dell’Empoli e messo sotto contratto per due stagioni a 180.000 euro, non si ambienta e si erge a simbolo della disastrosa stagione biancoverde. Disastrosa soprattutto per lo scarso rendimento dei difensori. Ligi, Nica, Rea, Pisano, Pucino e Nitriansky: bocciatura secca per tutti. A salvarsi dietro è solo il giovane Biraschi, prelevato a costo zero dal Grosseto e destinato a finire a giugno o tra dodici mesi in massima serie. Mentre per Migliorini (acquistato a gennaio per 300.000 euro) il giudizio è sospeso alla prossima stagione. Per il resto, è buona la stagione degli altri due svincolati Gavazzi e Jidayi (jolly e assoluta sorpresa). Da rivedere Paghera e Sbaffo, prelevati a titolo definitivo a gennaio. Come Joao Silva, erede di Trotta dal punto di vista numerico, ma praticamente impalpabile. Nel grigiore generale, l’Avellino sorride per la valorizzazione di due giovani: Insigne e Bastien.
La prossima stagione dovrà essere quella del riscatto: vietato sbagliare. Servirà gente affamata. Serviranno investimenti mirati.
