Associazione Italiana Calciatori e Lega Nazionale Professionisti Serie B hanno definito e sottoscritto i nuovi minimi retributivi validi per la stagione sportiva 2026/27, fissando un quadro economico aggiornato per calciatori professionisti e apprendisti. Quanto guadagna un calciatore del torneo cadetto? Scopriamo di seguito le cifre.
Serie B, quanto guadagnano i calciatori? Svelate le cifre per la stagione 2026/2027
Il documento diffuso nella giornata di ieri stabilisce gli importi minimi lordi e quelli ridotti in base all’agevolazione prevista dall’art. 36 del D. Lgs. 36/2021, offrendo così ai club un riferimento chiaro per la gestione contrattuale dei propri tesserati. Per quanto riguarda i professionisti, la tabella distingue tre fasce anagrafiche: dai 16 ai 19 anni (classi 2010-2007), con un minimo lordo annuale fissato a 19.157 euro e un importo agevolato pari a 18.395 euro; dai 20 ai 23 anni (classi 2006-2003), per i quali il minimo sale a 25.623 euro, ridotti a 22.913 euro in regime agevolato; infine, dai 24 anni in su (classe 2002), con un minimo stabilito in 34.531 euro.
Viene inoltre confermata la disciplina relativa al primo contratto da professionista per i nati nel 2006, regolato dalle norme transitorie dell’articolo 33 delle NOIF: anche in questo caso gli importi minimi coincidono con quelli della fascia 20-23 anni, ovvero 25.623 euro (lordi) e 22.913 euro (agevolati).
Per la categoria degli apprendisti, la progressione economica segue l’età del calciatore: si parte dai 3.935 euro per i quindicenni (classe 2011), passando per 4.544 euro a 16 anni e 5.453 euro a 17 anni, fino ad arrivare ai 12.723 euro per i diciottenni (classe 2008). Per gli apprendisti dai 19 ai 23 anni (classi 2007-2003) il minimo retributivo è fissato a 17.376 euro, con importo agevolato pari a 16.950 euro.
La pubblicazione del comunicato ufficiale n. 198 rappresenta un passaggio fondamentale nella definizione del quadro contrattuale della prossima stagione. L’accordo tra AIC e Lega B conferma inoltre la volontà comune di mantenere un equilibrio tra sostenibilità economica delle società e diritti dei calciatori, in un contesto normativo in continua evoluzione dopo l’entrata in vigore della riforma dello sport.
