Mondiali Italia ’90 – Argentina-Romania 1-1
Mondiali Germania ’74 – Germania Est-Germania Ovest 1-0
Qui si fa la storia. I modestissimi calciatori della Germania dell’Est che battono i famosi e forti cugini dell’Ovest. La rete di Jürgen Sparwasser è entrata di dirotto nella leggenda di questo sport, ma nessuno dimentica che, perdendo questa sfida, la DDR si gode il primato nel girone e Beckenbauer e compagni evitano il girone di semifinale con Brasile e Olanda e si avvicinano a grandi passi verso la finale di Monaco di Baviera affrontando le più abbordabili Jugoslavia, Svezia e Polonia. Un percorso che giustifica la sconfitta clamorosa nel derby.
[tps_title]3[/tps_title]Mondiali USA ’94 – Russia-Camerun 6-1
Una gara storica. Per due motivi. Le 5 reti di Oleg Salenko (record di singole segnature in un match mondiale che ancora regge) e quella di Roger Milla, il più anziano giocatore ad andare in gol in una Coppa del Mondo a 42 anni e rotti.
Ma Russia-Camerun è anche la partita che consente all’Italia di Sacchi il passaggio agli ottavi come migliore terza grazie alla vittoria dei russi, peraltro già eliminati. La questione non viene mai approfondita ufficialmente, ad alimentare i sospetti restano il largo punteggio e l’exploit isolato del bomber Salenko, capocannoniere del mondiale assieme a Stoichkov, la cui carrierà non decollò mai, né al Valencia né nei Rangers.
[tps_title]4[/tps_title]Mondiali Argentina ’78 – Argentina-Perù 6-0
La stampa specializzata definisce questa sfida come clamorosa “Marmelada peruana”. Il girone che qualifica alla finalissima del Monumental vede di fronte i padroni di casa e gli storici rivali del Brasile; stante il 3-1 della Seleção alla Polonia di qualche ora prima, all’Argentina contro il Perù servono almeno quattro gol di scarto. Già nei giorni precedenti si fa un gran parlare del portiere del Perù, Ramon “El loco” Quiroga, argentino naturalizzato; tocca a lui, nato proprio a Rosario e con un passato nel Rosario Central, difendere la porta peruviana nella gara decisiva. Difendere si fa per dire, dato che raccoglie addirittura sei palloni nella propria porta, spianando alla nazionale di Menotti la strada verso la finale e la coppa del mondo. Contrariamente a quanto si ritiene, Quiroga non ha mai ammesso la “marmelada” e – anzi – ha giocato anche i mondiali di Spagna, nel 1982.
[tps_title]5[/tps_title]Mondiali Spagna ’82 – Germania Ovest-Austria 1-0
Gijon, 25 giugno 1982: la vittima predestinata si chiama Algeria. Gli africani, trascinati da Madjer e Belloumi, sono la rivelazione del girone e hanno già battuto Germania e Cile, perdendo solo con l’Austria. Ai tedeschi serve una vittoria per passare, qualsiasi altro risultato li condannerebbe. Gli austriaci, praticamente già qualificati al secondo turno, sono così teneri che si tagliano con un grissino: segna Hrubesch al 10′, seguono 80 minuti di melina. Un commentatore tedesco si rifiuta di proseguire la telecronaca, il collega di Vienna invita gli spettatori a spegnere le tv, il pubblico spagnolo in tribuna urla “Fuera! Fuera!” mentre i tifosi algerini sventolano provocatoriamente banconote all’indirizzo dei giocatori in campo. La Fifa si rifiuterà di aprire qualsiasi inchiesta.
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