L’Avellino è in chiusura per Emanuele Adamo, esterno classe 1998 già visto in Irpinia nel 2020/2021. Un ritorno che non nasce solo da un’opportunità di mercato, ma da una precisa esigenza tecnica: aumentare profondità, duttilità e soluzioni sulle corsie, in un momento in cui il progetto di Nesta richiede interpreti capaci di adattarsi a più strutture di gioco.
Adamo torna all‘Avellino: il profilo tattico
Abituato a giocare a tutta fascia, soprattutto da quinto, Adamo è apprezzato per la capacità di coprire entrambi i lati e per una duttilità che gli consente di essere impiegato anche più avanti. È un profilo che si integra quindi in modo naturale nel 4‑3‑3 di Nesta, ma anche nel 3‑5‑2 visto contro il Vicenza, offrendo corsa e qualità sulle corsie. La sua conoscenza dell’ambiente e del contesto irpino rappresenta un ulteriore vantaggio in termini di inserimento.
Cosa può portare all’Avellino
Sul piano tecnico, Adamo porta numeri che rispondono esattamente alle necessità dell’Avellino. Nella scorsa stagione ha registrato un 66% di dribbling riusciti, dato che certifica la sua capacità di saltare l’uomo e creare superiorità. È inoltre stato tra i migliori del ruolo nelle avanzate progressive: 2.82 ogni 90’, fondamentali per far avanzare l’azione e rompere le linee. A questo si aggiungono 0.63 accelerazioni palla al piede, che confermano la sua attitudine a dare ritmo e profondità.
Adamo in biancoverde: il dato sugli smart passes
Interessante anche il dato sugli smart passes: 0.11 a partita, con una percentuale del 100% di riuscita. Gli smart passes sono quei passaggi che, per traiettoria e scelta, aumentano significativamente la probabilità di creare un’occasione o di superare una linea avversaria. In altre parole, sono giocate “intelligenti”, capaci di migliorare la qualità dell’azione. Un elemento che si sposa perfettamente con un Avellino che vuole essere più imprevedibile e più verticale.
