La sconfitta in rimonta subita contro l’Arezzo ha sovvertito una delle certezze costruite dall’Avellino nella passata stagione. Il vantaggio iniziale firmato da Russo sembrava incanalare la gara lungo un copione già visto più volte, ma la risposta amaranto ha ribaltato tutto, interrompendo una tendenza che nel 2026/2027 aveva rappresentato una delle colonne portanti del rendimento biancoverde.
Nella scorsa annata l’Avellino si era portato avanti nel punteggio in 18 occasioni, raccogliendo 13 vittorie, 3 pareggi e soltanto 2 sconfitte, per una media di 2,33 punti a partita, la sesta migliore dell’intera Serie B. Le uniche rimonte subite erano arrivate tra gennaio e febbraio, contro Carrarese e Monza, quando le reti di Biasci erano state vanificate dalle risposte avversarie.
Ieri è subito successo di nuovo: la magia di Russo non è bastata, e la coppia Cianci‑Ionita ha ribaltato il risultato. Un episodio che va isolato e immediatamente corretto, recuperando quella forza mentale e quella capacità di gestione del vantaggio che avevano reso l’Avellino una delle squadre più solide del campionato.
