Nel bilancio offensivo dell’Avellino della scorsa stagione c’è un dato che più di ogni altro racconta la necessità di un salto di qualità: 22 gol su 43 sono arrivati dagli attaccanti, pari al 51,16% del totale (fonte: Transfermarkt). Una percentuale discreta, certo, ma non sufficiente se inserita nel contesto della Serie B e delle ambizioni biancoverdi. Il reparto avanzato irpino è stato infatti soltanto il dodicesimo del campionato per numero di reti complessive: tra le squadre poi qualificatesi ai playoff, solo la Juve Stabia ha fatto peggio, fermandosi a 15 marcature. Sono numeri che spiegano con chiarezza la priorità del diesse Aiello: individuare un centravanti che rappresenti una garanzia, un finalizzatore capace di trasformare una produzione offensiva troppo intermittente in un patrimonio stabile di gol. Perché se la struttura ha retto, è proprio nella capacità di incidere negli ultimi metri che l’Avellino deve compiere il passo decisivo verso un livello superiore.
Avellino, salto di qualità cercasi: perché serve un centravanti da doppia cifra
Il numero 9 è la priorità
