Dopo venti giornate di campionato, l’Avellino si rivela una delle squadre più ciniche dell’intera Serie B. I biancoverdi hanno infatti il secondo miglior rapporto gol/tiri del torneo, con 23 reti su 199 conclusioni (fonte: FbRef), a cui va aggiunta l’autorete di Ruggeri all’andata contro la Carrarese: il coefficiente complessivo è 0.11, meglio ha fatto soltanto l’Empoli. Un dato che certifica la capacità della squadra di Biancolino di trasformare in oro quasi ogni occasione nitida, massimizzando un volume di produzione offensiva tutt’altro che elevato.
Ed è proprio qui che emerge il rovescio della medaglia: nessuno tira meno dell’Avellino. Il cinismo è un valore, ma non può diventare l’unico appiglio. Per restare nelle zone tranquille della classifica serve aumentare il numero delle conclusioni, creare più situazioni pericolose, alzare la frequenza con cui la squadra arriva negli ultimi metri. La sensazione è che l’Avellino abbia margini enormi, ma che debba trovare più continuità nella costruzione delle occasioni.
Il discorso si intreccia inevitabilmente con il mercato. Il reparto offensivo è oggi in overbooking, ma la quantità non sempre coincide con la qualità o con la varietà delle soluzioni. Biancolino ha bisogno di un profilo capace di tirare con costanza, di creare superiorità, di aumentare il peso offensivo della squadra anche nei momenti in cui il gioco fatica a svilupparsi. Un innesto mirato, più che numerico, potrebbe rappresentare la chiave per trasformare un cinismo già eccellente in un potenziale offensivo davvero completo.
