In una stagione da matricola valsa subito l’accesso ai playoff, c’è un aspetto del progetto Avellino che merita di essere ulteriormente sottolineato: il lavoro fatto con i giovani. La gestione della linea verde, sotto la guida del diesse Aiello, è stata uno dei punti più solidi del progetto tecnico, frutto di una scelta strutturata e coerente, che ha prodotto rendimento immediato e prospettiva.
Al netto di qualche delusione, infatti, la maggior parte degli under arrivati nella scorsa estate ha lasciato un segno tangibile sulla stagione dei lupi. Daffara, Missori, Fontanarosa, Besaggio – che dalla prossima stagione entrerà in lista over – e Crespi, ceduto a gennaio dopo una prima parte di annata comunque significativa, si sono rivelati risorse preziose per il cammino della formazione biancoverde, senza dimenticare l’apporto di chi, come Palumbo, era già presente in organico.
Molti di questi profili non sono arrivati per caso in Irpinia. Dietro c’è un lavoro di relazione con i club di Serie A che ha permesso all’Avellino di attingere a un bacino di giovani già formati, decisamente pronti a reggere l’impatto con la B. È una differenza sostanziale rispetto a chi utilizza gli under solo per riempire caselle o per mere esigenze economiche. Qui, al contrario, la scelta è stata innanzitutto tecnica: prendere giocatori che potessero dare qualcosa subito, oltre che crescere nel medio periodo. Il risultato è stato duplice: la squadra ha beneficiato di energie fresche e di qualità, e – in alcuni casi – il club ha visto anche aumentare il valore complessivo del proprio parco giocatori.
Insistere su questa linea appare pertanto assolutamente naturale. La valorizzazione degli under rappresenta un risparmio immediato sul mercato e un potenziale ritorno futuro, sia tecnico che economico. Ma perché questo modello funzioni, servono due condizioni: la prima è continuare a scegliere profili adatti alla categoria, non solo promettenti; la seconda è garantire un contesto tecnico che permetta loro di crescere senza essere bruciati. In questo senso, la scelta del nuovo allenatore avrà un peso specifico importante: dovrà essere un tecnico capace di lavorare con i giovani e di integrarli con la giusta dose di pazienza. L’Avellino ha già dimostrato di saper fare della linea verde una leva strategica. Il passo successivo è far diventare questo traguardo una costante, non un’eccezione.
