Avellino, minutaggio under e linea verde: come la nuova norma orienta il mercato dei lupi

L'analisi

La riforma sugli incentivi legati al minutaggio dei giovani, approvata all’unanimità dall’assemblea di Serie B lo scorso febbraio, impone a tutti i club – Avellino compreso – un cambio di prospettiva nella costruzione della rosa 2026/2027. La soglia minima per accedere alla distribuzione delle risorse è stata raddoppiata: serviranno 1.800 minuti (in precedenza erano 900) di utilizzo di calciatori nati dal 1° gennaio 2004 in poi, italiani o comunque convocabili per la Nazionale azzurra. Il meccanismo economico è calibrato per premiare soprattutto il lavoro sul patrimonio tecnico interno: ogni minuto giocato da un under di proprietà viene conteggiato al 100% e vale circa 200 euro, mentre per i calciatori in prestito il minutaggio viene riparametrato al 75% e il valore scende a circa 150 euro al minuto. La cifra finale dipenderà chiaramente anche da quanto faranno le altre società, perché la “torta” complessiva viene suddivisa in base ai minuti accumulati da tutti i venti club. All’interno di questo contesto, l’Avellino parte da una situazione particolare: esclusi i ragazzi della Primavera e i giocatori destinati all’uscita, oggi in rosa non ci sono elementi utili per accedere ai contributi frutto del minutaggio. È uno dei motivi per cui la strategia del diesse Aiello sulla linea verde non è solo tecnica ma anche economica. Gli interessi di mercato per Eddy Kouadio (2006), Brando Moruzzi (2004) e Giacomo Faticanti (2004) rispondono perfettamente al contesto sopra delineato: profili giovani, italiani o eleggibili per l’Italia, in grado di alzare il livello della squadra e, al tempo stesso, di attivare un flusso di risorse legato al minutaggio. La nuova norma, insomma, non è soltanto un dettaglio regolamentare: è un’indicazione che orienta il mercato, spinge i club a investire sugli under e rende la progettualità sui giovani una scelta “obbligata”, ma anche potenzialmente vincente e virtuosa.

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