Nelle ultime due giornate di campionato l’Avellino ha accumulato 10mila euro di ammenda per il ritardo nell’ingresso in campo: 4000 euro contro il Modena, con “circa quattro minuti” di attesa prima del fischio d’inizio, e 6000 euro nello scorso weekend, con un ritardo simile all’avvio del primo tempo e “circa due minuti” prima della ripresa. Un doppio episodio ravvicinato che si segnala soprattutto per la sua particolarità: solo l’Ascoli, oltre ai lupi, ha collezionato almeno due multe per la stessa infrazione.
Caso o strategia?
La ripetizione del comportamento alimenta la curiosità: potrebbe trattarsi di una semplice casualità, magari legata ai tempi interni della squadra, ai ritmi del riscaldamento o a qualche dettaglio dell’ultimo minuto. Oppure, volendo giocare con le ipotesi, potrebbe anche trattarsi di una vera e propria gestione dei tempi, una routine che nasconde una precisa intenzione. In quest’ultimo senso c’è un possibile metro di paragone che rende ancora più interessante questo dato.
Il precedente del Milan di Allegri
Un precedente per certi versi simile è infatti quello del Milan di Allegri, che nella scorsa stagione accumulò addirittura oltre 100mila euro di multa per ritardi sistematici. All’epoca, diversi media parlarono di una possibile “cultura dell’attesa”, ipotizzando che quei minuti extra potessero avere un effetto psicologico sugli avversari. Le prossime settimane diranno se per l’Avellino si è trattato di un episodio isolato o se questa piccola particolarità tornerà invece a farsi notare, assumendo a quel punto i contorni di una vera e propria strategia.
