Al rientro dalla sosta, con sei partite in trenta giorni, l’Avellino dovrà ampliare le rotazioni e iniziare a coinvolgere anche chi finora è rimasto ai margini. In particolare tre talenti come Faticanti, Berenbruch e Di Paolo, che hanno avuto sin qui minutaggi minimi – rispettivamente 1,6%, 2,9%, 0,4% di utilizzo -, numeri che non rispecchiano il loro potenziale, potrebbero vedere ampliarsi gli spazi a loro disposizione, portando al lupo di Nesta soluzioni e caratteristiche diverse.
Nesta ha tre carte da scoprire: l’Avellino entra nel ciclo di ferro con nuove soluzioni pronte
Faticanti, attualmente in Under 21, è probabilmente il profilo più pronto, come riconosciuto anche da Nesta prima della sfida all’Ascoli. L’ex Juventus può dare un dinamismo diverso alla regia, garantendo più solidità fisica rispetto a Palumbo e maggiore qualità nel gioco in verticale rispetto a Palmiero.
Lo stesso Berenbruch potrebbe offrire una dimensione diversa alla mediana, in particolare per ricerca della verticalità e capacità di accompagnare l’azione. Il gioiello scuola Inter è un centrocampista che può aumentare la presenza offensiva e dare profondità a una squadra che ha bisogno di alzare la soglia proprio in questo indicatore.
Di Paolo porterebbe invece qualità tecnica pura: dribbling, balistica, capacità di creare superiorità anche dentro un sistema per lui atipico come il 3‑5‑2. L’ex Siracusa è un profilo che, per passo e qualità, può cambiare l’inerzia delle gare entrando dalla panchina, aggiungendo imprevedibilità negli ultimi metri e negli ultimi minuti.
Con queste tre carte da scoprire, dunque, Nesta potrebbe arricchire il bagaglio tecnico-tattico del suo Avellino, valorizzando al contempo tre talenti proprio in un momento centrale della stagione. Faticanti, Berenbruch e Di Paolo vanno di corsa: al tecnico biancoverde il compito di accrescerne il potenziale.
