Avellino, si delineano le prime gerarchie: Nesta ha già costruito la sua ossatura

Sono sette i punti fermi del tecnico

Le prime cinque giornate hanno iniziato a delineare con chiarezza le gerarchie interne dell’Avellino. Il minutaggio svela quali siano, oggi, i punti fermi del sistema di Nesta.

Avellino, si delineano le prime gerarchie: Nesta ha già costruito la sua ossatura

Izzo e Martinelli sono gli unici ad aver giocato 450 minuti su 450, il 100% possibile: due colonne, tecniche e caratteriali, attorno alle quali ruota l’intera struttura biancoverde. Subito dietro compare Russo, con 434 minuti (96,4%), seguito da Palumbo a 416 (92,4%) e da Moruzzi a 375 (83,3%). Spazi importanti anche per Besaggio (371 minuti, 82,4%) ed Enrici (350, 77,8%), stabilmente presenti nell’undici titolare.

Sotto questa soglia si passa dagli “inamovibili” ai titolari alternati: Di Maggio ha totalizzato 284 minuti (63,1%), Cancellotti 241 (53,6%), Simic e Venturi 225 (50%), Cheddira 210 (46,7%) e Missori 209 (46,4%). È la fascia dei giocatori che hanno già avuto un ruolo significativo, pur senza continuità assoluta. Seguono i ricambi, alcuni frenati dagli infortuni: Favilli 161 minuti (35,8%), Palmiero 154 (34,2%), Biasci 109 (24,2%), Sounas 103 (22,9%), Sala 75 (16,7%) e Pandolfi 74 (16,4%). Ancora bassi, ma destinati fisiologicamente a salire, i numeri di Berenbruch (13 minuti, 2,9%), Faticanti (7, 1,6%) e Di Paolo (2, 0,4%), mentre lo sfortunato Fila è fermo a 12 (2,7%). Nessun minuto, per ora, per Iannarilli, Sassi, Di Bitonto e Adamo.

Il quadro che emerge è nitido: Nesta ha già definito un’ossatura precisa, con sette giocatori stabilmente sopra il 75% del minutaggio e una seconda linea che alterna titolarità e subentri. Una struttura chiara, costruita in appena cinque giornate, che rappresenta la base su cui l’Avellino proverà a consolidare la propria identità dopo la sosta.

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