La matematica salvezza non è ancora arrivata, ma la situazione di classifica e il prospetto finale consentono un ridimensionamento positivo. L’Avellino, a 7 punti dall’Entella quindicesimo e ad 1 punto dal Cesena ottavo, può passare in rassegna serenamente la pratica salvezza. E addentrarsi nel sentiero dedicato alle pretendenti per la post-season legata alla corsa alla Serie A. Un cambio di passo notevole, quello dei lupi, avvenuto con mister Davide Ballardini che, nel silenzio del lavoro, ha costruito mattone dopo mattone un’ottima base per quello che potrà venire. Sia nella prossima stagione, ma anche (perché no?) nel finale di questa.
Avellino, l’imprinting di Ballardini
I biancoverdi, con l’allenatore ravennate sulla propria panchina, hanno dimostrato di poter dar filo da torcere a qualsiasi squadra della cadetteria. Oltre che di aver mordente, affiatamento e abilità camaleontiche che, in un campionato così tanto flessibile alle variabili, si sposano perfettamente con l’abito della Serie B. Sognare non costa nulla ma, forse, in questo momento, più che un sogno, l’approdo nei Play-Off – Cesena e Carrarese permettendo – sarà un vero e proprio esame di maturità. La squadra di Ballardini ha dimostrato di essere capace di non mollare mai la presa, anche quando tutto avrebbe dato segnali di compromissione. E con questa abilità, dovuta anche alla verve del tecnico che in poco tempo è riuscito a inculcarla ai calciatori, c’è margine per fare grandi cose. Quindi, che il bello abbia inizio.
Di sicuro, in una situazione di classifica più insidiosa, pressante, angosciante, sarebbe difficile riuscire ad estraniarsi da queste sensazioni. Ma con la leggerezza mentale di aver raggiunto l’obiettivo primario, ed un calendario favorevole con 2 gare in casa su 3, tutto potrebbe assumere il senso del piacere: vincere un incontro storico come quello contro il Bari, condannando i galletti ad un finale di stagione ansiogeno, giocarsela a viso aperto con l’Empoli e, aspettando gli altri risultati, vivere una serata speciale nell’ultima giornata contro il Modena. Godendosi ogni attimo, sì, ma anche sapendo che l’accaparrarsi un posto nella batteria Play-Off possa essere il giusto riconoscimento per un club che ha dato l’anima nel corso di questa stagione. Pur incappando in qualche difficoltà.
La corsa ai Play-Off, Bari-Empoli-Modena: l’ora X dei leader
E allora, ecco arrivato il momento dei senatori, dei leader di questo gruppo, coloro che con l’esperienza, coadiuvata alla mentalità di Ballardini, dovranno incendiare ardentemente questo “sogno”. Bagnandolo di benzina ogni giorno sempre di più. Anche di coloro che, per una serie di fattori, non sono riusciti ad esprimersi al meglio in campo. Ora è il momento del gruppo, della compattezza, della voglia, del desiderio, sì, ma anche della maturità. Per capire se l’Avellino è pronto a sfide importanti, ad atmosfere febbrili e a contesti di maggior livello. Ora è il momento di tutti coloro che hanno vissuto partite importanti in circostanze dove il pallone pesa di più, di chi naviga in queste sfide con la calma di un marinaio: di Izzo, di Biasci, di Simic, di Sala, di Palmiero. Ma anche di Iannarilli, di Favilli, di Tutino, di Insigne, di Armellino. Ora c’è bisogno di tutti: è il momento in cui l’unione fa davvero la differenza. Affinché il sogno sia solo… un esame di maturità.
