Avellino, un luminare per la cura salvezza: i primi segnali di ripresa

Un'analisi a cura di Antonio Fusco

Mister Davide Ballardini ha fatto il suo esordio sulla panchina dell’Avellino: per il tecnico ravennate è arrivato un punto importante sul campo della Reggiana. Il club biancoverde ha però vissuto due settimane concitate, partendo dalle tre sconfitte consecutive (contro Monza, Frosinone, quindi Pescara), passando per l’esonero di Raffaele Biancolino, fino ad arrivare appunto alla gara di Reggio Emilia con il neo-allenatore a dirigere le danze.

Avellino, l’inizio stagione e i problemi pre-esonero di Biancolino

Sin da subito, la scelta della società di ripartire da mister Biancolino, condottiero della cavalcata che ci ha regalato la Serie B, si pensava fosse corretta. Di sicuro, condivisibile. Così come oggi appare condivisibile la decisione di mantenere al suo posto il direttore sportivo Mario Aiello. La nostra, infatti, si è dimostrata “una dirigenza al servizio dell’allenatore”, evitando possibili alibi ed allestendo una squadra forte, ben strutturata per occupare posizioni diverse da quelle presenti. Nonostante tutto, si può affermare però, senza timore di smentita, che nonostante la sconfitta di Monza in cui l’Avellino ha comunque incoraggiato a ben sperare, si è progressivamente osservata una squadra senza idee, in balia di se stessa. Insomma, una squadra senz’anima, specchio di un allenatore confuso ed ormai sempre più “solo”.

L’avvento di Ballardini per la cura salvezza

La legittima delusione ha lasciato spazio alla voglia di pronto riscatto, nell’unica direzione possibile: con l’esonero di mister Biancolino ed il ricorso ad un “luminare” come mister Davide Ballardini, per curare un Avellino oggettivamente malato. Il pari con la Reggiana, di domenica scorsa, ha dato i primi timidi segnali di ripresa: i biancoverdi, infatti, dopo i primi sei minuti di gara in cui hanno subìto lo svantaggio e sono apparsi smarriti, hanno saputo reagire, raggiungendo il meritato pari, mostrandosi ordinati, bravi a ricompattarsi e a coprire il campo. Divenendo, per larghi tratti, anche belli da guardare, in una gara in cui comunque ha vinto la voglia di non perdere. È l’effetto di un allenatore preparato, che ha riportato tranquillità in uno spogliatoio in cui l’aria si era fatta davvero troppo pesante.

Con mister Ballardini tutto sembra poter tornare al suo posto: giocatori che si esprimono al meglio, nel ruolo a loro più congeniale, e scelte e sostituzioni che appaiono più funzionali. È vero: una rondine non fa primavera; si è trattato di un pareggio esterno e il nuovo allenatore è ad Avellino da meno di una settimana. C’è bisogno di ulteriore tempo prima che la cura faccia effetto. Però se contro la Reggiana c’è stata la scossa, nel derby casalingo di sabato prossimo contro la Juve Stabia servirà un elettroshock. Per una partita importante, che potrebbe paradossalmente sovvertire le ambizione del sodalizio irpino. Se comunque le premesse sono queste, gli elementi per credere nell’obiettivo stagionale della salvezza ci sono tutti. 

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