Avellino, cresce il blocco “made in Juventus”: così l’asse bianconero diventa strategico

Il rapporto tra i lupi e il progetto Next Gen si fa sempre più stretto

Con l’imminente arrivo di Alessandro Pio Riccio, atteso oggi per le visite mediche che in caso di esito positivo precederanno la firma, l’Avellino consolida una tendenza ormai evidente: attingere con continuità dalla fucina della Juventus Next Gen. Il difensore, oggi alla Sampdoria, è infatti cresciuto nella formazione U23 bianconera, la stessa da cui i lupi stanno pescando a ritmo costante negli ultimi mesi, costruendo un filo diretto che sta definendo una vera e propria identità tecnica.

Il primo tassello era stato Martin Palumbo, arrivato direttamente dalla Next Gen lo scorso gennaio. Poi è toccato a Giovanni Daffara, seguito da Michele Besaggio, passato per una stagione nella squadra B della Juventus e prelevato dall’Avellino dopo l’esperienza al Brescia. Ora, con Riccio, il gruppo degli ex bianconeri in rosa salirà a quattro elementi, cinque se si considera Favilli, cresciuto invece nella Primavera piemontese: un numero che racconta più di qualsiasi dichiarazione.

Alla base di questa linea c’è certamente il rapporto privilegiato tra il diesse Aiello e la dirigenza juventina, che ha facilitato gli affari Palumbo e Daffara. Ma c’è anche qualcosa di più profondo: una stima tecnica per il modello Next Gen, per la metodologia di lavoro e per la capacità della Juventus di formare giocatori pronti al professionismo. Il progetto bianconero, negli ultimi anni di Serie C, ha prodotto talenti di rilievo e ha dimostrato di saper preparare giovani calciatori a contesti competitivi e ad alto ritmo.

L’Avellino, scegliendo di puntare su profili cresciuti in quel contesto, non solo si assicura giocatori già abituati a standard elevati, ma costruisce anche una sorta di ossatura made in Juventus, un’identità riconoscibile che può diventare un vantaggio competitivo. Una corsia preferenziale che rinsalda un legame storico: se negli anni ’80 erano spesso i talenti lanciati dall’Avellino a fare il salto verso Torino, oggi il percorso si è invertito. Sono le giovani promesse passate per la Next Gen a trovare in Irpinia un trampolino, o un punto di rilancio, ideale.

Il filo che lega l’Avellino e il progetto Next Gen sta insomma diventando un’alleanza tecnica, culturale e strategica, che con l’arrivo di Riccio potrebbe diventare ancora più solida e ramificata.

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