L’Avellino e il gioco dell’oca: ora urge una reazione

Un'analisi a cura di Antonio Fusco

Un periodo complicato, derivante da due sconfitte consecutive, contro Carrarese e Spezia, che sono succedute ad una buona vittoria contro la Sampdoria. L’Avellino, al momento, sembrerebbe intrappolato in uno strano gioco dell’oca, ove ad un passo in avanti ne corrispondono due indietro. Il club biancoverde, infatti, ogni volta che è chiamato a doversi confermare nella prestazione, sembrerebbe smarrirsi e regredire in blocco. Prova ne è proprio quanto accaduto successivamente al match interno contro il club blucerchiato. Insuccessi, precedentemente elencati, che pesano maggiormente se si tiene conto che siano arrivati in due scontri diretti per la salvezza.

Avellino, la squadra dai due volti: serve un cambio di mentalità

Insomma, ci si ritrova a commentare una squadra dai due volti: la quale inizia bene, ma poi improvvisamente si smarrisce; si spegne e va in confusione. Una squadra a cui sembrerebbero mancare idee, a tratti gioco e identità. A ciò potrebbe corrispondere anche un calo fisico. Poi c’è quello che concerne mister Biancolino, il quale sembrerebbe confuso, probabilmente dato il momento. E ciò sembrerebbe potersi convertire in scelte non sempre giuste.   

Dunque, i lupi sembrerebbero aver perso smalto e con esso l’impronta del loro condottiero: l’entusiasmo, la grinta e quei momenti di sana lucida follia che lo scorso anno si traducevano nella capacità di reazione, che alla fine ha giovato ai risultati sportivi. Perciò è indispensabile che l’Avellino si ritrovi, e ritrovi la convinzione dirompente della scorsa stagione, quella che ha permesso di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Ciò perché le sconfitte contro Carrarese e Spezia hanno ridotto da 8 a 5 i punti di vantaggio sulla “zona rossa“ della classifica. Per ritrovare la strada, è necessario tuttavia cambiare il copione di quella che sta diventando una serie di repliche di un film già visto.

Se non si invertirà la tendenza ci sarà da soffrire: serviranno un’intensità ed una ferocia agonistica che, con la posta in palio sempre più alta e con il ridursi del numero di partite a disposizione, non ci si può più permettere di mostrare ad intermittenza. Servirà un cambio di mentalità.

Gli aiuti dal mercato: il ruolo della società

Con il calciomercato aperto, ora ormai agli sgoccioli, si possono ritrovare nuove energie da interpreti che verranno ad aggregarsi alla rosa di mister Biancolino. C’è da augurarsi, sotto questo punto di vista, che da Izzo, vero colpo di mercato dell’Avellino, possa arrivare un contributo importante in termini di esperienza, carisma ed affidabilità. L’acquisto del centrale ex Monza è un grande segnale della società, che con la sua acquisizione dimostra che c’è ancora margine per sognare. La quale poi, certamente, non si sottrarrà ad autorizzare eventuali ulteriori correttivi in questi ultimi giorni della sessione di trasferimenti (con rinforzi in arrivo sia a centrocampo, che in attacco).

Una proprietà che si dimostra presente e vicina e che meriterebbe di assistere, senza patemi d’animo, al raggiungimento dell’obiettivo. Per far questo, d’altronde, c’è bisogno di un Avellino a cui Biancolino si dimostri in grado di saper cambiare lo spartito. Occorre nuovo slancio per nuova linfa, nuovo brio, nuove idee. Sabato prossimo contro il Cesena urge una reazione: la strada è ancora lunga, serve maggiore coscienza.

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