Bari‑Avellino, in programma sabato alle 19:30 al “San Nicola”, mette di fronte due squadre che hanno bisogno di tornare a vincere. I pugliesi non lo fanno da sette partite, i biancoverdi da tre: una sfida che nasce dalla voglia di chiudere l’anno con un segnale forte.
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La fame di vittoria
La prima chiave è mentale: il Bari cerca una scossa dopo una lunga astinenza, l’Avellino vuole interrompere un dicembre povero di successi. In un contesto così, la differenza la fa spesso chi entra in campo con più urgenza, più cattiveria agonistica e più desiderio di rompere il proprio trend senza hurrà.
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La gestione dei cartellini
L’intensità rischia di essere altissima. Il Bari ha superato quota quattro ammonizioni in cinque delle ultime sette gare, l’Avellino addirittura in tutte le ultime sette. Una partita così fisica può essere decisa dalla lucidità nei duelli e dalla capacità di evitare falli inutili nei momenti più tesi.
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I momenti della gara
Le due squadre vivono fasi opposte. L’Avellino è più incisivo tra il 30’ e il 45’, con sette gol segnati proprio dove il Bari ha mostrato fragilità. I biancorossi, invece, si accendono nel finale: tra il 75’ e il 90’ hanno realizzato cinque reti, segmento in cui i lupi hanno sofferto molto. La partita potrebbe quindi cambiare volto proprio nei suoi principali snodi cronologici.
