Tommaso Biasci sta già lavorando per riprendersi l’Avellino. Capocannoniere biancoverde della scorsa stagione con dodici gol, l’attaccante classe 1994 si ritrova oggi nella necessità di rincorrere per risalire le gerarchie di Nesta. Il minutaggio è stato ridotto (109 minuti in campionato) e gli acuti non sono ancora arrivati, ma le prime indicazioni sono tutt’altro che negative: ci sono basi solide da cui ripartire.
Biasci, segnali di riscatto: la scalata può partire dai numeri
Biasci è quarto nella rosa per xG (0,6), segnale della sua capacità di generare occasioni pulite; è secondo per xG ogni 90’ (0,50) e primo per tiri tentati ogni 90’ (3,3), indice di un volume offensivo come al solito consistente. L’ex Catanzaro è inoltre secondo alle spalle di Russo per xA/90’ (0,26) e di conseguenza primo nella statistica xG+xA/90’, con un promettente 0,76. Il motore creativo c’è, manca solo la scintilla: ritrovare cinismo e fiducia è la chiave per tornare a essere il protagonista ammirato un anno fa. La sensazione, insomma, è che a Biasci basti solo sbloccarsi per riaccendere tutto.
