“Sicuramente dobbiamo acquistare 5-6 giocatori, sperando di sbagliare il meno possibile nella scelta di giocatori importanti”. Nella conferenza stampa di venerdì scorso, il diesse dei lupi, Salvatore Di Somma, ha già tracciato le linee guida del mercato biancoverde per quanto riguarda il numero di giocatori da inserire. Una chiarezza senza dubbio positiva per una società che vuole costruire una squadra forte e completa, in sinergia con le volontà di tutte le parti in causa. Una chiarezza che deve però affiancarsi ad una scelta, quella del modulo di base, ossia l’idea di fondo attorno alla quale costruire l’Avellino che verrà. Per costruire una rosa completa e competitiva, infatti, serve avere un orientamento in base al quale cercare i giocatori adattabili, quelli più consoni. A seconda della tattica di gioco che mister Braglia deciderà di adottare, cambieranno anche obiettivi e priorità di mercato. Quando bisogna solo puntellare, sbagliando il meno possibile, ogni scelta va ponderata con cura e tarata su una struttura ben precisa. Per questo abbiamo provato a fare il punto sulla rosa attuale, identificando per ognuna delle 3 ipotesi tattiche al vaglio di Braglia le rispettive priorità di mercato.
3-5-2
Qualora si decidesse di adottare la via della continuità anche dal punto di vista tattico, i piani di mercato sarebbero molto più lineari. A quella che è l’ossatura indicata in grafica, nell’11 titolare andrebbero aggiunti un difensore centrale di sinistra (Illanes potrebbe tornare, ma il discorso è al momento prematuro) e una punta da affiancare a Maniero. Per la fascia destra molto dipende da Ciancio, per cui il rinnovo sembra comunque vicino. Al netto dei titolari, poi, con questo scacchiere l’Avellino dovrebbe integrare la panchina, in attacco ma anche a centrocampo, aggiungendo qualche elemento di qualità in grado di aggiungere estro e fantasia alla manovra.
4-4-2
Con l’eventuale adozione del 4-4-2, ipotesi già sondata da Braglia nello scorso anno, i piani di mercato cambierebbero leggermente. Detto di Ciancio, per cui varrebbe lo stesso discorso fatto sopra, l’11 titolare avrebbe bisogno di un terzino sinistro – Tito partirebbe a centrocampo -, un esterno destro capace di saltare l’uomo e una seconda punta mobile al fianco di Maniero. L’eventuale passaggio alla linea a 4 imporrebbe inoltre delle valutazioni più accurate sui centrali attualmente in organico e un lavoro più proficuo sigli esterni, anche in ottica ricambi.
4-3-1-2
L’ultima delle ipotesi studiate da Braglia è quella del 4-3-1-2, con l’utilizzo del trequartista. In caso di conferma di Ciancio, con questo assetto la difesa e il centrocampo titolari sarebbero già definiti, con eventuali accorgimenti da fare solo per le riserve (1 centrale adatto alla linea a 4, 1 terzino di scorta, 1/2 centrocampisti). La formazione titolare avrebbe invece bisogno del trequartista – chiave di volta di questo schema – e di un attaccante da affiancare a Maniero, senza dimenticare di completare il pacchetto offensivo con qualche punta di scorta.
