Calcio Avellino, Mario Piga: “L’Avellino è tutto per me. Sul terremoto e Adriano Lombardi…”

Le parole del tamburello sardo, Mario Piga, che ricorda i suoi trascorsi ad Avellino

di Marco Costanza, @MarcoCostanza5

L’Avellino domenica sarà ospite della Sassari Torres per il 18° turno di Serie D. Torres che è la squadra dove ha iniziato la sua carriera un calciatore che ha scritto la storia dell’Avellino, Mario Piga. Nativo di Palau, in Sardegna, iniziò la sua carriera da calciatore proprio nella squadra della sua città che militava nella Lega Dilettanti. Nella stagione 1973/1974 viene ceduto al Torres esordendo nel campionato semiprofessionistico di Serie C e facendosi conoscere al grande calcio. In pochi anni la sua vita e carriera sarebbe cambiata. Nel 1977 passa all’Avellino e fu uno dei protagonisti della grande promozione in Serie A, insieme al gemello Marco e ad Adriano Lombardi. Suo fu il gol a Marassi, quello storico 11 giugno 1978, nella gara con la Sampdoria, che aprì le porte della Serie A ai lupi, capaci di restarci, poi, per 10 lunghissimi e bellissimi anni.

Domenica c’è una sfida del cuore per lui, la sua Avellino fa visita alla Torres, squadra dove ha cominciato a giocare. A Radio Punto Nuovo, Piga racconta cosa sia per lui Avellino e cosa rappresenti la gara di domenica.

Queste le sue parole: “Avellino per me è tutto. Rappresenta gran parte della mia vita, non solo sportiva. Avellino mi ha segnato non solo come calciatore ma soprattutto come uomo. Sono stati anni stupendi, dove ho conosciuto persone speciali e una piazza magica come Avellino. Ricordo anche i drammi, come la penalizzazione e il terremoto, una cosa che mi fece crescere tantissimo e mi fece capire cos’era la vita. Avellino è stata per me casa, c’era un ambiente stupendo e un gruppo unito. Domenica i lupi vengono a Sassari, sfideranno la Torres. E’ una gara che mai avrei voluto vedere in Serie D. Il mio cuore è diviso ma spero nella vittoria dei lupi che devono uscire presto da questo inferno. Vedere questa squadra in D, per come ci è arrivata, è un qualcosa di triste, ripensando alla Serie A e alle tante battaglie su campi importanti fatti. Ma il calcio è anche questo e ora occorre guardare avanti”.

Infine, un ricordo di Adriano Lombardi, visto che oggi alle 17.30 ci sarà un evento in suo onore in città: “Lombardi rappresenta la storia dell’Avellino. Quella numero 10 avrà sempre il suo numero. Non solo un calciatore, ma soprattutto un uomo che ha dato tanto a questa terra e ai compagni che gli stavano vicino come me”. 

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