Il Catanzaro chiude la pratica nel secondo tempo e manda l’Avellino fuori dai playoff: equilibrio nella prima parte di gara, crollo biancoverde nella fase finale. Ecco le cinque curiosità principali emerse dal match.
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Dall’1‑0 di Cerignola al 3‑0 del Ceravolo
La stagione dell’Avellino si chiude esattamente come si era aperta, con una sconfitta esterna senza gol segnati. Dal ko di Cerignola in Coppa Italia al 3‑0 di Catanzaro, il filo rosso è una difficoltà costante nel trovare continuità lontano dal “Partenio”.
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La fine degli under
Dopo sei partite consecutive chiuse con meno di tre reti complessive, l’Avellino torna all’over. Il 3‑0 del “Ceravolo” interrompe una lunga serie di gare a basso punteggio, segno di una solidità che nelle ultime settimane sembrava aver retto meglio.
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Attacco spuntato
Per la quindicesima volta in stagione, considerando anche la Coppa Italia, l’Avellino chiude una partita senza segnare. Un dato pesante, che conferma la difficoltà cronica nel creare occasioni pulite specie contro avversari di livello.
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La fascia della fragilità
Con le due reti incassate nel finale, i biancoverdi salgono a 17 gol subiti tra il 75’ e il 90’. È la zona di campo e di tempo in cui l’Avellino ha sofferto di più per tutta la stagione, e la gara del “Ceravolo” non ha fatto eccezione.
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Il tabù Ceravolo
Prosegue la maledizione del campo giallorosso: l’Avellino non vince a Catanzaro dal febbraio 2021, quando fu decisivo un gol di Bernardotto. Da allora, nessuna prestazione abbastanza solida da invertire una tendenza ormai consolidata.
