Venerdì, allo stadio “Castellani”, l’Avellino si gioca una fetta importante della propria stagione. La sfida con l’Empoli, valida per la trentasettesima giornata, arriva nel momento in cui i biancoverdi hanno finalmente in mano il proprio destino: due gare per blindare il sogno playoff, due gare per dare continuità a una rincorsa che nelle ultime settimane ha cambiato improvvisamente forma.
I numeri della vigilia sembrano sorridere ai lupi, pur consapevoli di dover affrontare una squadra praticamente all’ultima spiaggia. La trasferta toscana è anche l’occasione per inseguire due record: il primato di punti esterni in Serie B e quello dei successi fuori casa in un singolo campionato cadetto. Traguardi che aggiungono peso a una partita già decisiva.
Il momento dei lupi è, come detto, fatto di solidità, continuità e di una ritrovata capacità di leggere le partite. La squadra di Ballardini ha imparato a soffrire e a colpire quando serve. È questo il patrimonio che l’Avellino porta con sé a Empoli: la consapevolezza di essere cresciuto e di potersi giocare tutto con la massima lucidità.
Dentro questo percorso, c’è un giocatore che più di altri ha cambiato la fisionomia della squadra: Armando Izzo. Per personalità, leadership e qualità tecniche, l’ex Monza ha trasformato la fase difensiva biancoverde, rendendola più compatta e più sicura. La sua presenza ha dato un’identità precisa a un reparto che oggi è uno dei punti di forza dell’Avellino.
Izzo, però, non è solo un difensore che guida il reparto arretrato. È anche un giocatore che sa colpire nell’area avversaria. E ad Empoli potrebbe ritrovare un frammento della propria storia personale: proprio al “Castellani”, il 7 marzo 2014 – un venerdì, come questa volta – segnò il suo ultimo gol esterno con la maglia dei lupi. Una rete decisiva, un ricordo che oggi torna come un segnale.
Dodici anni dopo, in un’altra corsa, in un altro Avellino, Izzo torna nello stesso stadio con un ruolo diverso e un peso specifico ancora maggiore. Se i corsi e ricorsi del calcio hanno spesso un senso, questo è il momento in cui potrebbero tornare prepotentemente a farsi sentire.
