Creatività, cambio di passo e capacità di finalizzare: perché l’Avellino ha deciso di puntare su Jimenez

Le ragioni alla base della scelta dei lupi

Kaleb Jimenez è diventato l’idea più concreta per la trequarti dell’Avellino, anche nell’ambito del possibile scambio con il Catania che porterebbe Patierno in Sicilia. Ma cosa rende lo spagnolo così adatto alle richieste di Nesta? La risposta arriva dai numeri, che delineano un profilo perfettamente compatibile con il sistema biancoverde.

Creatività, cambio di passo e capacità di finalizzare: perché l’Avellino ha deciso di puntare su Jimenez

Mancino, autore di 5 gol e 1 assist nell’ultima Serie C, Jimenez è stato uno dei migliori under 25 del torneo. La sua identità tecnica è chiara: pensa in verticale (5.93 passaggi progressivi a partita), strappa con continuità (2.22 avanzate progressive, 0.47 accelerazioni) e ha una naturale inclinazione alla creatività.

I dati sulla rifinitura lo confermano: pur avendo registrato un solo assist, ha prodotto 0.16 xA ogni 90’, valore molto alto, sostenuto da 0.07 second assists (azioni che precedono il passaggio decisivo) e da 1.42 shot assist, ovvero passaggi che generano un tiro. Numeri importanti, di un giocatore capace di accendere la manovra e di creare costantemente vantaggi tra le linee.

In ottica Avellino è poi altrettanto rilevante la sua capacità di incidere in zona gol e, più in generale, la sua vocazione offensiva: 2.29 tocchi in area a partita, 0.11 di npXG per tiro e una percentuale di conversione del 16.13%. Jimenez non è quindi solo un rifinitore, ma un trequartista che vede la porta e sa finalizzare.

Creatività, passo, verticalità e concretezza: ecco perché l’Avellino potrebbe puntare su Jimenez, un profilo assolutamente compatibile con il calcio di Nesta.

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