Come lupi: l’Avellino dello “Stirpe” e quella voglia di non mollare

Una partita strana per la squadra biancoverde, vissuta in un clima surreale

di Domenico Abbondandolo, @domenicoabb

Un destro secco dalla distanza. Violento e rabbioso. È un gol carico di significati quello realizzato da Fabrizio Paghera all’ultimo minuto della prestigiosa amichevole dello “Stirpe” tra Avellino e Roma. Una partita strana per la squadra biancoverde, vissuta in un clima surreale. Mentre gli uomini di Marcolini erano in campo, con i tifosi che encomiabili sugli spalti li incitavano, è arrivata la tanto attesa sentenza della Figc. Una sentenza amara, che ha sancito la momentanea esclusione dei lupi dal prossimo torneo di B. Difficile giocare in un contesto del genere. Difficile stare in campo con un tarlo simile in testa. Eppure l’Avellino in campo c’è stato. Con orgoglio e determinazione. Con voglia e carattere, come compete a chi sulla propria maglia porta un lupo simbolo di un popolo abituato a lottare per vivere e a vivere per lottare. Il destino dell’Avellino è ancora in bilico. Ma questi ragazzi, questo staff tecnico, questi tifosi hanno mandato già un primo importante segnale: non si molla di un centimetro! L’Avellino è vivo. Fino al 90′. E oltre. E non ha nessuna voglia di arrendersi.

 

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