Al rientro dalla lunga sosta, l’Avellino di Sandro Nesta entra in un segmento di stagione che può già diventare decisivo. Cinque sfide, tutte diverse ma strettamente collegate, delineano il percorso di crescita che il tecnico dovrà affrontare per rendere migliore la sua squadra.
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Gestione delle rotazioni
Con sei gare in trenta giorni, Nesta dovrà ampliare il minutaggio dei giocatori fin qui meno utilizzati. Faticanti (1,6%), Berenbruch (2,9%) e Di Paolo (0,4%) sono i primi candidati a entrare stabilmente nelle rotazioni, insieme a Di Bitonto e Adamo, ancora a zero minuti. La profondità sarà una risorsa obbligatoria.
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Secondo tempo da correggere
Il tallone d’Achille dell’avvio stagionale è chiaro: nei primi 45’ l’Avellino ha raccolto un parziale di 13 punti, senza subire gol; nei secondi tempi, invece, solo 5 punti, con 2 reti segnate e 6 incassate, e soprattutto 6 punti persi nelle rimonte di Arezzo e Ascoli. Serve una svolta nella gestione della ripresa.
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Presenza offensiva da aumentare
Gli indicatori offensivi sono quelli di una squadra ancora troppo intermittente: 17ª per xG (5,4), 19ª per tocchi in area (81), 19ª per possessi guadagnati sulla trequarti (1,8). Questi numeri evidenziano una difficoltà nel portare il pallone negli ultimi metri e nel generare occasioni di qualità. Da qui passa una parte cruciale della crescita.
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Ottobre, il mese di Nesta
Storicamente, ottobre è il mese più redditizio della carriera del tecnico: in Serie B ha raccolto il 68% dei punti disponibili (31 su 45). Con quattro gare in calendario in questo periodo, Nesta dovrà confermare la sua tradizione positiva e trasformarla in slancio per la classifica.
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Feeling con il Partenio-Lombardi
In tre gare interne, l’Avellino ha conosciuto tutti i risultati: vittoria, pareggio e sconfitta. Con Sampdoria, Padova e Pisa in arrivo, il Partenio dovrà diventare un alleato stabile. La continuità casalinga è una delle chiavi per arrivare alla prossima sosta con una classifica più solida.
