Domani, a Formello, l’amichevole tra Lazio e Avellino riporterà sullo stesso campo Gennaro Gattuso e Sandro Nesta, protagonisti di una delle storie più luminose del calcio italiano. Insieme hanno attraversato il ciclo d’oro del Milan dei Meravigliosi di Ancelotti, costruendo una bacheca irripetibile: 2 Champions League, 2 Scudetti, 2 Supercoppe Europee, 2 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Italia, 1 Mondiale per Club, oltre al Mondiale 2006 con la Nazionale.
Per Nesta la giornata di domani segnerà il ritorno nella sua prima casa calcistica, Formello, ma sarà anche un modo per ripercorrere la storia della loro amicizia. Un legame fatto di gesti semplici, aneddoti incredibili e fiducia totale: il piatto di spaghetti che Gattuso servì a Nesta dopo la notte di Manchester; la tendenza di Nesta a schivare Ringhio nei momenti di massima tensione, quando il numero 8 diventava un concentrato di nervi; e quel gesto che più di ogni altro racconta la loro complicità, con Gattuso che lasciò il figlio per tre giorni a casa di Nesta a Miami. Il loro addio condiviso al Milan, nel 2012, tra lacrime e abbracci, è la fotografia perfetta di un rapporto che è stato capace di resistere al tempo, come si intuisce in ogni intervista o in ogni piccolo momento condiviso.
Stavano bene insieme, si sono voluti bene e domani avranno l’occasione di dirselo ancora una volta guardandosi negli occhi. Con l’auspicio che la magia di quegli anni possa accompagnarli anche nelle loro nuove avventure alla guida di Lazio e Avellino.
