Pasquale Luiso: “Vorrei allenare l’Avellino Primavera. Le plusvalenze sui giovani rovinano il calcio.”

Il toro di Sora, Pasquale Luiso, racconta della sua esperienza da allenatore e la sua volontà di voler tornare ad Avellino in futuro.

di Michelangelo Freda, @m_freda21

Nel calcio ci sono giocatori che vanno ed altri che vengono, alcuni che lasciano il segno, altri che passano sul rettangolo di gioco del Partenio-Lombardi senza lasciar traccia di loro.

Questo è il calcio, una passione che lega molti giocatori alle proprie ex squadre, come nel caso di Pasquale Luiso, il toro di Sora, da tutti ricordato per la stagione in Serie B 1995/96 che costò la retrocessione in Serie C alla squadra biancoverde, allora amministrata dall’imprenditore Antonio Sibilia.

Fu una stagione travagliata per Avellino e per Luiso, segnò 19 reti, tantissime, alla 15 rete realizzata gli fu promessa una mercedes dall’allora presidente Sibilia, macchina mai arrivata a destinazione, o meglio rifiutata, in quanto nonostante le decine di goal ci fu la retrocessione che costò il lungo calvario di 7 anni in Serie C per la compagine irpina.

Ma l’amore per Pasquale Luiso per i colori biancoverdi non è mai finito, anzi persiste tutt’ora. Dopo Avellino girò numerose squadre, tanto da giocare in Serie A col Piacenza, dove realizzò una rete in rovesciata  contro i rossoneri del Milan per 3-2, ed il Vicenza.

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Come allenatore delle giovanili, Luiso ha ottenuto ottimi risultati col Vicenza calcio, arrivando 8° in classifica confrontandosi con settori giovanili di alto profilo, come Napoli, Milan e Fiorentina.

Ma ahimè il suo sogno di continuare il progetto in terra veneta, dove stava ottenendo ottimi risultati, si è arenato col fallimento del Vicenza calcio, tutt’ora sotto pressione da parte dei creditori tra cui tantissimi giocatori ed un ex biancoverde.

Quest’anno Pasquale Luiso era ad un passo ad Avellino, per allenare la primavera, arenata in ultima posizione da inizio campionato a quota 0 punti, 19 goal fatti e 85 subiti.

Il toro di Sora non si è mai nascosto dietro una foglia di fico, esprimendo la propria volontà nel tornare in Irpinia in futuro, magari per allenare proprio la primavera biancoverde, cercando di creare un progetto a lungo termine perchè come dice stesso lui: “ I giovani sono il futuro ed in Italia non gli diamo mai fiducia.”

Il nostro incontro si è focalizzato proprio sui giovani, sul lavoro che bisogna svolgere in Italia per far si che il calcio possa ritornare ad alti livelli.

“Sono stato contattato dall’Avellino, dopo il primo esonero di Iandolo, mi sono sentito anche con Genovese e Massimiliano Taccone. Ho ottimi rapporti con loro, hanno virato per altre scelte, non fa niente, gli auguro un sentito in bocca al lupo. Ho manifestato il mio legame alla piazza, a quella Curva che ad ogni goal esplodeva di gioia, ho ricordi fantastici di Avellino e vorrei dare un contributo.. Semmai mi dovessero cercare in futuro io ci sarò, Avellino è una città dove si può fare calcio e far crescere giovani calciatori d’esperienza.”

Il discorso si sposta sull’esperienza vicentina: “ Vengo da una stagione incredibile col Vicenza, ho fatto molto bene, ottenendo ottimi risultati contro primavere di Serie A e Serie B, come Milan, Fiorentina, Sampdoria, Lazio. Quest’anno non c’erano i presupposti per andare avanti e ho deciso di ritornare a casa mia.”

I giovani sono il punto fisso di Luiso, il quale sottolinea l’importanza di creare veri settori giovanili, come alcune squadre di Serie A già fanno: “Le plusvalenze rovinano molti giocatori, questo meccanismo contorto sono la rovina dei giovani che si avvicinando a questo sport. Nei giovani bisogna crederci, bisogna avere la volontà di costruire insieme qualcosa di nuovo. Non si possono far girare giocatori scadenti solo per lucrare a discapito di qualcun altro più bravo. I settori giovanili devono essere ben guidati, ben seguiti. Ci vuole anche uno staff psicologico dietro, anche perchè i calciatori di adesso sono cambiati rispetto ai miei tempi. É un attimo che questi ragazzi si montano la testa, bisogna tenerli con i piedi per terra sempre. A volte si vedono giovani arrivare con macchine di lusso e magari si indebitano per farlo perchè immagino chissà cosa, in vece di far un passo alla volta.”

Il discorso di Pasquale Luiso è coerente col proprio passato, un giocatore che ha iniziato a cavalcare i campi di calcio dall’eccellenza fino alla Serie A, passando col grande Vicenza, a ammutolire lo Stamford Bridge in una semifinale di Coppa delle Coppe (Europa League). Stesso discorso per il suo futuro da allenatore: “ Non voglio allenare in Serie C o Serie B, magari in futuro, ma devo fare esperienza e per adesso voglio allenare i giovani, un mondo a me simile e che mi piace. Voglio far la gavetta per arrivare a profili più alti.”

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