Il meraviglioso destro a giro con cui Raffaele Russo aveva sbloccato l’incontro contro l’Arezzo aveva illuso il “Partenio‑Lombardi”, accendendo l’entusiasmo dei tifosi biancoverdi. La rimonta firmata Cianci‑Ionita, però, ha trasformato quella magia in una notte di rimpianti, rendendo ancora più amara una prestazione individuale eccellente: Russo è stato il giocatore con più tiri e più dribbling riusciti dell’intero match, confermando una volta di più la sua centralità nel sistema di Nesta.
Russo, la striscia che si ferma
La sconfitta contro l’Arezzo ha spezzato una serie personale che stava diventando da record. Le ultime 13 reti di Russo con l’Avellino avevano infatti sempre coinciso con un successo irpino: dal 5‑2 al Catania del 2023/2024 alla vittoria ai rigori sul Pordenone in Coppa Italia di Serie C della stagione seguente; poi i gol decisivi contro Crotone, Messina (doppietta), Giugliano, Cavese, Potenza e Sorrento, con la punizione simbolo della promozione in B. In cadetteria, nel 2025/2026, erano arrivati i sigilli contro Monza, Carrarese, Padova ed Entella, tutti accompagnati dai tre punti. Una sequenza perfetta, che aveva trasformato Russo in un vero e proprio talismano. Fino a ieri: la rimonta dell’Arezzo ha reso vana la sua prodezza, chiudendo una striscia che ha però permesso al classe 1999 si scalare le gerarchie e di ergersi a riferimento tecnico dello scacchiere biancoverde.
