Avellino non è il momento dei drammi: la prima giornata resta un rebus

La sconfitta con l'Arezzo apre a ragionamenti: dalle difficoltà della Serie B alle gerarchie dei biancoverdi, fino al calciomercato

La sconfitta dell’Avellino con l’Arezzo, al Partenio-Lombardi, alla prima di campionato, potrebbe essere un’arma a doppio taglio per il pubblico irpino, così come per la squadra di Nesta. C’è sì da dare risalto ai campanelli d’allarme e consequenzialmente impegnarsi per far sì che i limiti di questa squadra non vengano esasperati con il passare del tempo. Ma non si deve e non ci si può fasciare la testa anticipatamente. Serve tempo.

Avellino, le difficoltà del calciomercato e dei nuovi corsi

Il primo impegno stagionale, che porta con sé aspettative sempre alte ed un entusiasmo facilmente smontabile, resta sempre un rebus. Anche frutto di un calcio sempre più disorganizzato nel permettere ai club di giungere al completo ai match di debutto. Complice un calciomercato aperto fino al primo settembre. Ad aggiungersi, poi, ai dubbi e/o ai vuoti di organico legati alla sessione estiva, c’è in ogni caso la difficoltà – soprattutto per chi ha avviato dei nuovi corsi – a mettere subito in pratica il lavoro svolto nel precampionato. Che tra l’altro pesa ancora sulle gambe dei calciatori. C’è complessità nel rendere vive le idee su cui si è lavorato. Perciò, sebbene sia chiaro che la sconfitta debba inevitabilmente mantenere alta la concentrazione di staff tecnico e squadra – così come della dirigenza, che dovrà essere attenta a completare l’organico in un modo congeniale a quanto visto di negativo in campo – quanto andato in scena al ‘Partenio’, sabato alle 21, potrebbe anche tranquillamente lasciare il tempo che trova. 

Avellino Serie B, un campionato difficile: attenzione ai giudizi prematuri

Che la Serie B sia un campionato ostico, capace di ribaltare i pronostici ogni giornata – dalla prima all’ultima –, è chiaro. La cadetteria ha alzato il livello medio, più squadre investono per rendersi protagoniste nel corso della stagione, per andare anche oltre i propri obiettivi. Che poi la prima giornata esasperi il tutto, forse è ancor più vero. Basti pensare che su 10 partite disputate, ben 5 questo weekend sono terminate contro pronostico: il Catanzaro è uscito sconfitto al ‘Menti’ di Vicenza, l’Hellas è crollato in casa con l’Ascoli, la Cremonese al ‘Castellani’ di Empoli e disfatta casalinga anche per il Pisa con il Padova. Quindi l’Avellino contro l’Arezzo

Il dato che emerge con convinzione è che ben 3 delle 4 neopromosse – Arezzo, Ascoli, Vicenza e Benevento, unica sconfitta – hanno agguantato i 3 punti alla prima del ritorno in cadetteria. Tutte ribaltando la gara. Un segnale che mostra quanto l’entusiasmo della promozione abbia potuto incidere, in questo senso. Anche in virtù di sfide che hanno visto nuovi progetti tecnici contro la continuità tecnica. Ciò per dire che i valori effettivi, così come nelle altre stagioni, verranno fuori con il tempo. Giudizi prematuri potrebbero distorcere la realtà, rendendola più grave di quella che è. 

Avellino, le gerarchie e il calciomercato

A fungere da deterrente sono inoltre delle gerarchie non ancora consolidate. Senza dubbio gli 11 di questo frangente di campionato, in parte non saranno quelli che si vedranno a tot giornate disputate. La totale comprensione della rosa a disposizione non è ancora stata raggiunta e, ad onore del vero, per far sì che si riesca a raggiungerla c’è anche bisogno di sbagliare. Il passo falso, dunque, può alimentare un meccanismo di miglioramento

Anche in correlazione al calciomercato che, come detto in precedenza, chiuderà soltanto il primo settembre. Dopo la fine della seconda giornata di campionato. Dunque c’è tempo – e ci sarà – anche per coloro che dovranno attingere dal mercato per rinforzare una rosa parsa debole in alcuni reparti. O incompleta per caratteristiche. L’Avellino al momento è pronto ad aggiungere Missori come terzino destro. E starebbe cercando jolly offensivi, sulla trequarti e sul lato destro, da regalare a mister Alessandro Nesta. Che, per quanto visto contro l’Arezzo, ne necessiterebbe per sviluppare al massimo il suo sistema di gioco. Lavori in corso per colmare le lacune palesatesi. 

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Avellino-Arezzo Serie B, i segnali del match: 4-3-fantasia, ma ne serve di più

Andando nel dettaglio della gara del Partenio-Lombardi, l’Avellino che si è visto ha impressionato per intensità nei primi 30 minuti di gioco. Pressing alto, ottime trame di gioco sul versante offensivo, con l’imprevedibilità di Russo a trovare il bandolo della matassa. Poi una leggera flessione negli ultimi 15’ della prima frazione. Nel secondo tempo l’avvio è stato al pari di quello del primo: più occasioni sono capitate sui piedi degli attaccanti dell’Avellino, le conclusioni a fil di palo di Russo e Biasci avrebbero potuto stravolgere l’esito del match.

Ma poi il blackout. Al primo errore di assetto difensivo, l’Avellino viene punito: Arena steso da Besaggio conquista il rigore che Cianci realizza. Da lì la perdita di certezze ha creato una frattura insanabile: sia sotto l’aspetto mentale, di cui Nesta aveva già parlato dopo Monza; sia nell’ambito tattico, con l’Avellino che ha perso misure e ha iniziato a lasciare troppo spazio per far male agli esterni aretini. I cambi poi non hanno dato il giusto brio: l’Arezzo ha preso campo, complice anche un Avellino troppo frenetico e tecnicamente impreciso, e al 90’ ha trovato la rete della vittoria.

Un Lupo quindi dai due volti, ma che non è da gettare alle ortiche nella totalità. Alcune indicazioni sono state positive, altre meno e lì c’è maggiormente da sbatterci la testa. Sicuramente per il 4-3-fantasia di Nesta, serve maggiore fantasia. Le trame offensive irpine passano maggiormente per Russo, che fisiologicamente non può restare nel vivo del match per 90’. Dall’altro lato ci sono sempre, e ci saranno, avversari pronti a prendere delle contromisure. Qualcosa in tal senso andrà fatto. Si dovrà studiare altro anche sul lato difensivo, con un Avellino che dal 55’ ha dato l’impressione di poter essere sempre in pericolo. Così come ci sarà da lavorare sulla tenuta mentale di una squadra vista sgretolarsi, a poco a poco, alle prime difficoltà. 

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