Quanto conta il rendimento casalingo in Serie B? I dati della stagione 2025‑26 restituiscono un quadro chiarissimo: chi costruisce un fortino tra le mura amiche viaggia stabilmente nella parte sinistra della classifica. Il Venezia, vincitore del campionato, ha raccolto 51 degli 82 punti totali (62,2%) al “Penzo”, seguito da Monza con 46 su 76 (60,5%) e Palermo con 46 su 72 (63,9%). Ottimo anche il rendimento del Frosinone, capace di ottenere 41 degli 81 punti (50,6%) in casa, e del Catanzaro, che ha costruito 35 dei 59 punti (59,3%) al “Ceravolo”. Hanno fondato la salvezza sul fattore campo Entella, con 34 su 42 (80,9%, record assoluto), e Sampdoria, con 32 su 44 (72,7%), mentre la Juve Stabia ha blindato i playoff grazie ai 33 su 51 (64,7%). Molto solido anche il percorso dell’Avellino, capace di conquistare al “Partenio‑Lombardi” 32 dei 49 punti (65,3%). Numeri alla mano, chiudere con più di 30 punti casalinghi equivale, nell’80% dei casi, a terminare nella parte sinistra della classifica.
Un’indicazione utile anche alla luce dello storico di Nesta. Il suo Perugia 2018‑19 ottenne 29 punti in casa su 50 totali (58%), mentre il Frosinone 2019‑20 salì a 35 su 54 (64,8%). Nel 2020‑21 arrivò un’anomalia: solo 15 punti interni su 38 (39,4%), a fronte di un rendimento esterno migliore. La Reggiana 2023‑24 chiuse invece con 20 punti casalinghi su 47 (42,5%). Un percorso variegato, ma con una costante: quando la squadra riesce a costruire un’identità forte in casa, le stagioni di Nesta prendono più facilmente quota.
