Serie D, pres. Cosimo Sibilia: “La presenza di Bari e Avellino in D ci impone maggiori accortezze”

Serie D, pres. Cosimo Sibilia: “La presenza di Bari e Avellino in D ci impone maggiori accortezze”

Le parole del presidente della LND che parla della Serie D e di modifiche ad alcune norme

di Marco Costanza, @MarcoCostanza5

In una lunga intervista rilasciata al portale Resto del Calcio.com, il presidente della LND, Cosimo Sibilia ha parlato di tanti temi inerenti le serie minori dilettantistiche, che vedrà l’Avellino protagonista da qui a breve. Sibilia ha spiegato come intenda attuare alcune riforme sui campionati e alcune modifiche a regolamenti non chiari.

Questa la sua intervista che riprendiamo integralmente da Restodelcalcio.com.

Presidente Sibilia si è parlato di una governance da ristabilire, concludendo dunque la fase di commissariamento. Al momento ha idea di chi ed in che modo si possano prendere in mano le redini di un sistema che appare in totale confusione, in maniera risolutiva e convincente?

Stiamo vivendo un momento del nostro calcio per il quale è difficile trovare una definizione. Quello che mi sta a cuore è di vedere ristabilite al più presto delle regole democratiche. Ci sono quattro componenti federali che dal 18 maggio scorso reclamano legittimamente la convocazione di un’assemblea elettiva, con un proprio candidato. Dietro a queste azioni ci sono programmi e persone che chiedono che il calcio italiano abbia al più presto una guida e che si possa procedere a riforme ormai improrogabili, ma che devono nascere da un confronto tra le parti.

Per quanto riguarda la Serie D, dopo lo stop doveroso per i fatti di Genova, si riparte con la Coppa. Tiene però banco la questione legata alla collocazione delle varie squadre nei rispettivi gironi. L’attenzione è rivolta soprattutto a Bari ed Avellino, come si pone la LND al riguardo? Questa estate i Presidente di club campani di Serie D ai nostri microfoni hanno evidenziato che dovranno essere rispettate le regole e quindi nessun trattamento di favore a dispetto del blasone, lei cosa risponde?

La composizione dei gironi è da sempre oggetto di grande interesse per chi ama e segue il calcio dilettantistico. Ma posso rassicurare gli appassionati che tutte le scelte saranno prese, come di consueto, con la massima attenzione e considerando ogni variabile possibile. E’ chiaro che la presenza di piazze così importanti ci imponga maggiori accortezze.

All’ultima Assemblea elettiva fu testa a testa tra lei e lo stesso Gravina, col senno di poi si ricandiderebbe? Le sue idee in materia di riforme restano le stesse di quella tornata elettorale?

In questo momento ritengo più importante la compattezza delle idee che l’espressione di un candidato. La gestione commissariale non ha condotto quelle riforme per la quale era stata chiamata ad agire. Otto mesi dopo la nomina di Roberto Fabbricini ci troviamo al punto di partenza, con l’aggravante di un calcio in balia di delibere delegittimate dai suoi stessi organi di giustizia e di ricorsi di ogni grado e tipo. Il primo passo da compiere è quello di ristabilire una governance, per dare tranquillità e regole certe.

In Serie D ogni anno ci sono club costretti a chiudere i battenti per fallimenti dovuti a cattive gestioni finanziarie. Secondo il suo punto di vista è ipotizzabile in futuro una Serie D in grado di autofinanziarsi, tutelando così gli investimenti di chi vi partecipa? Ha già in mente qualche idea magari tra diritti tv, possibile merchandising e nuove regole di acquisizione ripartizione dei proventi?

La crisi economica che ha colpito il nostro Paese non ha risparmiato il calcio. Ma ci sono anche delle cause legate alle difficoltà strutturali che sono presenti in ogni livello della nostra società, incluso il mondo dello sport. La Serie D non è immune da questi sintomi, ma certamente ha dimostrato, nei numeri, di avere gli anticorpi per resistere. Come LND abbiamo varato norme e formule a sostegno dei club, consentendo agli stessi di risparmiare ed allo stesso tempo di valorizzare i propri giovani, futuro del nostro calcio. Senza dimenticare che la Serie D realizza da anni la vendita dei diritti tv, destinata proprio ad ottenere risorse da mettere a disposizione del movimento.

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