Lo 0‑1 del “Picco” lascia l’Avellino con più di un rimpianto e con diversi segnali da non ignorare. La squadra di Biancolino incassa un’altra sconfitta e vede riaffiorare problemi che sembravano superati. Ecco le cinque curiosità sul match.
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1. Secondo ko consecutivo
I biancoverdi tornano a perdere due gare di fila: non accadeva da novembre, quando arrivarono le sconfitte consecutive contro Cesena ed Empoli. Un campanello d’allarme sulla continuità.
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2. Terza sconfitta di cortomuso
Dopo il Cerignola in Coppa Italia e il Catanzaro in campionato, arriva un altro 1‑0. È la terza volta in stagione che l’Avellino cade con questo punteggio, segno di una gestione complicata delle situazioni in equilibrio.
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3. Settima gara di fila con almeno un gol subito
La fragilità difensiva resta un tema centrale: sono sette le partite consecutive in cui l’Avellino incassa almeno una rete. Una tendenza che pesa e che continua a condizionare i risultati.
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4. Attacco a secco
I lupi non chiudevano una gara senza segnare dal 13 dicembre, giorno della sfida di Catanzaro. A La Spezia l’attacco non è riuscito a incidere, confermando un momento di scarsa brillantezza.
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5. L’amaro precedente del “Picco”
La storia si ripete: l’ultimo confronto in Serie B al “Picco” si era concluso sempre 1‑0 per lo Spezia, con gol di Marilungo. Un campo che continua a essere ostico per i biancoverdi.
