Venerdì sera, al “Partenio‑Lombardi”, l’Avellino si gioca una fetta enorme della propria stagione. La sfida contro il Modena, valida per la trentottesima giornata, arriva nel momento più delicato possibile: i lupi inseguono il sogno playoff, ma non sono più padroni del proprio destino. Servirà vincere, sperando che dagli altri campi arrivino gli incastri giusti. È una partita che pesa, che non concede repliche e che pertanto chiede grande personalità.
Il contesto statistico è quello di un match piuttosto equilibrato. Il Modena, già certo del sesto posto, arriva da un periodo difensivamente fragile: subisce gol da sette partite consecutive e nelle ultime cinque ha prodotto quattro gare da over. L’Avellino, al contrario, vive da settimane dentro partite strette, chiuse, con meno di tre reti complessive. Due tendenze opposte che si incontrano in una notte in cui ogni dettaglio può cambiare la storia.
Il momento dei biancoverdi è fatto di tensione e necessità. La squadra di Ballardini ha perso a Empoli, ha visto sfumare la possibilità di controllare la corsa playoff e ora deve affidarsi a una combinazione di risultati. Ma il “Partenio-Lombardi”, in queste situazioni, sa diventare un moltiplicatore: l’Avellino ha costruito qui alcune delle sue prestazioni più solide, e la spinta del pubblico può trasformare una gara complicata in un’occasione per ribaltare tutto.
C’è un nome che più di altri rappresenta un’incognita e una possibile svolta in vista del match di venerdì: Gennaro Tutino. La sua stagione è stata deludente, con un solo gol all’attivo e un rendimento assolutamente lontano dalle aspettative. È mancata la continuità, è mancata la brillantezza fisica, è mancato il peso specifico nelle partite che contano. Eppure, proprio ora, quando tutto sembra sfuggire, Tutino si ritrova davanti all’ultima chiamata per lasciare un segno tangibile.
Il Modena, per lui, non è un avversario qualsiasi. È una delle sue vittime preferite: quattro gol in cinque partite, con le maglie di Palermo, Cosenza e Sampdoria. E soprattutto una striscia aperta di quattro gare consecutive in cui ha sempre segnato ai canarini. Numeri che non garantiscono nulla, ma che raccontano un feeling particolare, un istinto che contro certe squadre si accende quasi naturalmente.
Per questo, se c’è un momento in cui Tutino può cambiare la narrazione della sua annata, è questo. Una notte in cui l’Avellino ha bisogno di un protagonista, di un lampo. Una notte in cui il numero 7 può trasformare una stagione opaca in un ricordo diverso. L’ultima chiamata passa da lui. E il “Partenio-Lombardi” aspetta solo di capire se Tutino saprà rispondere.
