E la curva canta: “Torna a Catania, Marcolin torna a Catania”

E la curva canta: “Torna a Catania, Marcolin torna a Catania”

La Curva canta cori contro Marcolin. “Torna a Catania, Marcolin torna a Catania”. Chiaro riferimento alle prestazioni poco convincenti dell’ex tecnico dei siciliani

L’Avellino adesso ha davvero paura. Un’altra sconfitta figlia di una prestazione indegna e senza cuore. La piazza non ne può più. La piazza pretende rispetto e chiarezza. Quella chiarezza che quest’anno la società non ha saputo dare. Dall’obiettivo playoff a quello salvezza. I fischi a fine gara sono meritati. Li merita la società, così come i calciatori. Senza cuore e senza orgoglio. A fine gara non si sono presentati sotto la curva. Nonostante la presenza di seicento innamorati che li hanno incitati dall’inizio alla fine. Non fischi ma cori contro l’allenatore. “Torna a Catania”. Un punto in quattro partite, tanta confusione, zero praticità. Serve un altro cambio. L’Avellino, quest’Avellino non è abituato a lottare per la salvezza. Lo ha detto Taccone. Lo teme Taccone E con questa frattura sempre più netta tra tifosi, calciatori, società ed allenatore è lecito avere paura. Avellino non può perdere la B. Non può e non deve.

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