Ultimissime – Altre due partite nell’inchiesta e due giocatori che non si sono piegati al clan

Ultimissime – Altre due partite nell’inchiesta e due giocatori che non si sono piegati al clan

Altri due nomi vengono fuori dalle dichiarazioni del pentito Accurso ma in questo caso i calciatori non vollero piegarsi alla combine

Nuovi retroscena vengono fuori dall’inchiesta camorra calcioscommessa dalla Distrettuale antimafia di Napoli su due combine nelle partite Modena-Avellino e Avellino-Reggina della stagione 2013-2014 presumibilmente vendute alla Camorra.

Nella rete di telefonate e di intercettazioni sono finite altre due partite: Avellino-Trapani del 13 maggio 2014 finita 3-3 e Padova-Avellino del 31 maggio 2-1. Nel primo caso il tentativo fallì, mentre nel secondo il piano fu mandato a monte dall’arresto di Antonio Accurso da parte dei carabinieri per duplice omicidio. L’arresto avvenne mentre il boss festeggiava le ricche quote che avrebbe intascato grazie alla vittoria dell’Avellino sulla Reggina. Anche su queste la camorra aveva messo la propria mano ma al momento non ci sono indizi chiari che possono provare tale alterazione. Secondo i racconti di Antonio Accurso anche queste due partite sarebbero rientrate nell’obiettivo del clan ma il pentito non specifica e non sa se poi tale combine andò in atto. Dalle intercettazioni non c’è nessun riscontro in merito.

Il pentito ha fatto anche i nomi di altri due calciatori biancoverdi che però non si sarebbero voluti piegare alla minaccia del clan. Si tratta di Pisacane e Seculin entrambi contattati dai compagni di squadra che avevano il filo diretto con il clan ma che non vollero assolutamente entrare nella vicenda. Le partite in questione per le quali i due giocatori erano stati contattati furono lo stesso alterate tramite altra combine per la quale sono indagati Izzo, Millesi, Peccarisi e Pini.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy