La Cina risorge dal calcio: fiumi di dollari per consensi e vittorie

La Cina risorge dal calcio: fiumi di dollari per consensi e vittorie

Il presidente Xi Jinping punta sul calcio proprio per affermarsi nel panorama mondiale. A marzo sono arrivate le nuove direttive dal Governo: 50mila scuole calcio e 70mila campi in costruzione nei prossimi anni. L’obiettivo? Trasformare entro il 2050 la Repubblica popolare Cinese in una potenza calcistica e farla rientrare fra le prime formazione per raking FIFA, attualmente al 81° posto.

 

Pechino vuole che il calcio rappresenti un fattore di aggregazione nazionale. Il “Risorgimento” dell’ Impero Cinese parte proprio da questo sport. Sembra strano, ma il calcio non ha origine in Inghilterra, solo la versione moderna l’apprendiamo dal mondo anglosassone, le radici di questo sport le ritroviamo proprio in Cina, il suo nome13555519_1168655253198269_1723994918_o era Cuju, il suo scopo era quello di calciare una palla composta da piume e capelli di donna in piccole reti attaccate a dei pali di bamboo, vietatissimo utilizzare le mani. Sul sito della FIFA l’intera storia. QUI.

Il presidente Xi Jinping punta molto sul calcio proprio per affermare la Cina nel panorama mondiale e ricreare un sentimento nazionale di unità minato dall’individualismo che è cresciuto di pari passo alla diffusione del capitalismo nell’Impero Celeste.

A marzo sono arrivate le nuove direttive dal Governo: 50mila scuole calcio e 70mila campi in costruzione nei prossimi anni. L’obiettivo? Trasformare entro il 2050 la Repubblica popolare Cinese in una potenza calcistica e farla rientrare fra le prime formazione per raking FIFA, attualmente al 81° posto.

Il Presidente vede il calcio come un’arma per affermare la posizione cinese tramite il Soft Power a livello internazionale (abilità nella creazione del consenso attraverso la persuasione e non la coercizione. Il potenziale d’attrazione di una nazione, infatti, non è rappresentato esclusivamente dalla sua forza economica e militare, ma si alimenta attraverso la diffusione della propria cultura e dei valori storici fondativi di riferimento. QUI.)

13552672_1168655166531611_459077710_nIl calcio cinese non è una meta per giocatori a fine carriera pronti ad accaparrarsi la pensione, come molti di noi sono indotti a pensare, basti vedere che 13 su 16 allenatori sono stranieri, da Felipe Scolari ad Eriksson, allenatori di un certo livello, ed analizzando l’ultima finestra di mercato sono arrivati Alex Teixeira o Lavezzi, giocatori non propriamente in pensione. La federazione cinese ha imposto un limite di 5 calciatori stranieri per squadra, l’obiettivo di questo limite è di portare ad un maggior sviluppo dei calciatori cinesi misti a quelli straniere dai quali possono apprendere l’arte del calcio.

 

Il Guangzhou Evergrande Taobao, di proprietà dell’azienda immobiliare cinese Evergrade e di Alibaba, l’equivalente del nostro Amazon, punta molto sul settore giovanile investendo quasi 200 mln di dollari per la creazione della più grande scuola calcio del mondo. Ogni settimana questi ragazzi, i numeri parlano di 2.800 atleti seguiti da staff europei provenienti dal Real Madrid ad esempio, si riuniscono nel piazzale dove, dopo aver cantato l’inno nazionale, ripetono a se stessi che il calcio è il loro scopo di vita, ovviamente tutto questo davanti una maestosa statua, alta 5 metri, che rappresenta la Coppa del Mondo che gli ricorda perpetuamente il loro obiettivo: vincere la Coppa del mondo e di portare la Cina sul tetto del mondo per migliorare la propria immagine a livello internazionale dato che le politiche economiche militari attuate nel Pacifico vengono percepiti, ed effettivamente lo sono, una minaccia per paesi orientali, come il Giappone, ed occidentali come gli Stati Uniti.

Il calcio è uno strumento con cui muovere l’opinione pubblica ed acquisire o perdere credibilità, purtroppo.

 

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy