La Porta e quella bottiglietta scagliata contro la Montevergine: un martedì ad alta tensione

La Porta e quella bottiglietta scagliata contro la Montevergine: un martedì ad alta tensione

Il preparatore atletico in preda ad un raptus scaglia una bottiglietta all’indirizzo dei contestatori della Montevergine: fine gara agitato nonostante la vittoria

Pietro La Porta è un avellinese doc. Uno che conosce questa città come le proprie tasche. Uno che ci vive. E la tensione di ieri sera l’ha tradito. L’ha tradito come un professionista non dovrebbe fare. Quella bottiglietta lanciata a fine gara all’indirizzo di qualche contestatore della Montevergine è un gesto che va condannato e forse anche non giustificato. Toscano, con il suo staff, molto probabilmente si giocava il futuro contro la Ternana. Un risultato negativo ne avrebbe potuto, forse, ufficializzarne l’esonero. E l’avellinese La Porta ha liberato la sua ansia al triplice fischio lanciando, ma senza voler colpire qualcuno, quella bottiglietta. Un gesto deprecabile, probabilmente arriveranno le scuse anche ufficiali. Ma, ed aggiungiamo ma, il professionista La Porta dovrebbe anche imparare a gestire le reazioni. Le contestazioni e i mugugni della piazza vanno rispettati. Specie se l’Avellino non naviga in acque tranquille e non offre prestazioni positive. Da componente dello staff tecnico bisognerebbe contenersi. Anche perchè, se lo fa un tifoso dalla Curva o la Tribuna, ha il Daspo assicurato. Ad ore, potrebbero arrivare le scuse ufficiali. Almeno si spera.

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